VIA CRUCIS CON LA NOSTRA MADRE IMMACOLATA, MARIA


PREGHIERA 


O Madre Immacolata,

eccoci qui riunite sotto il Tuo manto materno. Tu che per prima hai compreso la dolcezza dell’ Amore ardente di Gesù, aiuta noi, spose del Tuo amatissimo Figlio, a corrispondere a questa chiamata divina e a lasciarci invadere da questo dolcissimo amore. Ti preghiamo di prenderci per mano in questa Via Crucis per imparare ad amare con tutto il nostro essere.

Dal Tuo Cuore Immacolato attingiamo ogni tesoro, perché è la culla dell’Amore Incarnato. 

Ottienici un cuore semplice, dolce ed umile, che ami senza mai esigere di essere riamato. 

Fiduciose chiediamo la Tua intercessione o Madre e decoro del Carmelo.


PRIMA STAZIONE: GESU’ E’ CONDANNATO A MORTE


Adoramus te Christe et benedicimus tibi:

Quia per sanctam crucem redemisti mundum.


Dal Vangelo secondo Giovanni: 


Era la Parasceve della Pasqua, verso mezzogiorno, Pilato disse ai giudei: “Ecco il vostro re”!. Ma quelli gridarono: “ Via! Via! Crocifiggilo!”. Disse loro Pilato: “Metterò in croce il vostro re?”. Risposero i capi dei sacerdoti: “Non abbiamo altro re che Cesare”. Allora lo consegnò loro perché fosse crocifisso.( Gv 19, 14-16)


Dall’Imitazione di Maria di un antico autore:

Figlia mia, Io desideravo più d’ogni altro che Gesù fosse amato e sentivo la durezza del cuore degli ebrei. Ma perché perderne la pace dell’anima? Io sapevo che Dio si serve spesso dei malvagi per l’esecuzione dei suoi disegni e che spesso trae il bene anche dal male. Io adoravo in silenzio quella Sapienza che a volte permette il trionfo dell’iniquità. Questa Sapienza ti servirà in tutti gli avvenimenti della vita, ma particolarmente in quelli in cui la tua fede si sentirà scossa. 


Dalla poesia “Perché t’amo Maria” di S. Teresa di Gesù Bambino:

Regina del mio cuore, quanto piangesti quaggiù per attirarmi a Te! Ben meditando la Tua vita sul Vangelo, io oso guardarti e avvicinarmi a Te: non m’è difficile credermi Tua creatura, perché ti vedo mortale e sofferente come me.


Miserere nostri Domine

Miserere nostri.


SECONDA STAZIONE: GESU’ E’ CARICATO DELLA CROCE


Adoramus te Christe et benedicimus tibi:

Quia per sanctam crucem redemisti mundum.


Dal Vangelo secondo Giovanni: 

Essi presero Gesù ed Egli portando la croce, si avviò verso il luogo del Cranio, in ebraico Golgota. ( Gv !9, 17) 


Dall’Imitazione di Maria:

Sì, figlia mia, quando vedrai il delitto incedere con la testa alta e insultar l’innocenza, non ti lasciare trasportare ai movimenti di uno zelo amaro che s’indegna e si irrita. Nulla quaggiù succede senza il beneplacito di Dio. Così il bene come il male. Tu non puoi penetrare. Giorno verrà in cui conoscerai tutta la giustizia e tutta la sapienza. Attendi in pace che il Signore venga a consolarti. 

O Vergine e Madre, aiutami mediante la Tua intercessione a vincere la mia delicatezza, la mia sensibilità, il naturale orrore che ho per la croce, affinché il mio cuore, la mia mente, e tutto ciò che è in me, provi al mio Dio che l’amo. 

Dalla poesia “Perché t’amo Maria”

E comprendo che la Tua anima, Vergine Immacolata, sia più cara al Signore del Suo bel Paradiso: comprendo che essa, umile valle dolcissima, contiene il mio Gesù, l’Oceano dell’Amore.


Miserere nostri Domine

Miserere nostri.


TERZA STAZIONE: GESU’ CADE  LA  PRIMA VOLTA


Adoramus te Christe et benedicimus tibi:

Quia per sanctam crucem redemisti mundum.

Isaia aveva previsto il Divin salvatore “carico dei nostri peccati e delle nostre debolezze, imbrattato dalle nostre brutture, schiacciato dal peso delle nostre colpe”. Sopraffatto dal peso di tante iniquità, più ancora che sfinito dai patimenti della flagellazione e della coronazione di spine, Gesù cade al suolo privo di forze. 


Dall’Imitazione di Cristo: 

Ora figlia, t’insegnerò la via della pace e della vera libertà. Cerca di fare la volontà d’altri piuttosto che la tua. Scegli di possedere meno che di più. Cerca di avere un posto più basso e di stare sottomessa a tutti. E’ necessario che l’amante abbracci di buon animo, per amore del suo Amato, tutte le cose gravose e amare. L’amore tende all’alto. Chi ama vola, corre in letizia, è libero e da nulla è trattenuto. L’amore non conosce misura, ma brucia oltre ogni misura. L’amore è forte e paziente, fedele e prudente. Non cerca mai se stesso.


Dagli scritti di S. Teresa margherita del Cuore di Gesù

Mio Signore, disponi di me come più ti aggrada, purché ti segua per la via del calvario: quanto più la troverò spinosa e la Tua croce pesante, tanto più sarò contenta. Farò tutto per amore e niente mi sembrerà difficile, riflettendo che l’amore non vuole altro che amore. 


Miserere nostri Domine

Miserere nostri.


QUARTA STAZIONE: GESU’ INCONTRA LA SUA MADRE SANTISSIMA


Adoramus te Christe et benedicimus tibi:

Quia per sanctam crucem redemisti mundum.


Dal Vangelo secondo Giovanni: 

Gesù vide la Madre e lì accanto a Lei il discepolo che Egli amava. ( Gv 19,25)

Nascosta tra la folla o Madre, hai visto cadere Tuo Figlio: Ti avvicini subito ed eccovi l’Uno di fronte all’Altra. Incontro ineffabile…Non una parola, ma un duplice sguardo in cui si riflettono tutti interi due Cuori…e quali Cuori! In questo momento, Gesù, senti un cuore che batte all’unisono col Tuo in uno smisurato amore materno. Vogliamo amarti con lo stesso Cuore della Madre Tua e nostra e ci mettiamo dietro le Sue orme per imparare la mitezza e l’umiltà. Le Tue orma sanguinose sono bagnate dalle Sue calde lacrime che ci insegnano che non basta soffrire se non lo facciamo unite a Te. 


O Madre nostra, ispira a noi, spose del Tuo Figlio, maggiori sacrifici e atti di amore.


Dalla poesia “Perché t’amo Maria”

O Regina degli eletti, Tu mi fai sentire che, passo, passo, non è impossibile seguirti per lo stretto sentiero del Cielo: Tu l’hai reso visibile con la pratica fitta delle più umili virtù. Dietro di Te, Maria, voglio restar piccola come sono. Regina dei martiri, è la spada che trapasserà il Tuo Cuore finché avrai vita. Voglio vivere con Te, Madre diletta e in questo crudo esilio, seguirti ogni giorno. 


Miserere nostri Domine

Miserere nostri.


QUINTA STAZIONE: IL CIRENEO


Adoramus te Christe et benedicimus tibi:

Quia per sanctam crucem redemisti mundum.


Dal Vangelo secondo Luca: 


Mentre lo conducevano via, fermarono un certo Simone di Cirene che tornava dai campi, e gli misero addosso la croce, da portare dietro a Gesù. (Lc 23,26)


Dall’Imitazione di Maria: 


Figlia mia, quando sei nell’afflizione tu vai a mendicare consolazioni dagli uomini, ma ti accorgi che ben presto la loro compassione è esaurita. Sei allora ridotta a te stessa e spesso gli sforzi che fai per respingere il dardo infuocato che ti ferisce non servono che a più conficcarlo. Ma figlia mia, in tali tempi di combattimento, armati dell’immagine di Gesù in croce, che sia il tuo primo rifugio. Bacialo con amore, tienilo stretto, chiuso sul tuo cuore. Immagina di essere sul Calvario e che ti è permesso di baciare i piedi del tuo Dio che patisce e muore per te. Le tue lacrime saranno asciugate e l’amarezza stessa si cambierà in dolcezza. 


Dagli scritti di S. Teresa margherita del Cuore di Gesù:


L’amore di Gesù! Ecco tutta la vita della carmelitana! Ecco il segreto del suo apostolato nascosto, ma così fecondo; ecco la sorgente di quella gioia che brilla sul suo volto. Nei momenti di lotta e di tenebre di spirito, mi raccomando alla Santissima Vergine affinché mi rimetta nel Cuore di Gesù; poi mi figuro di rientrarvi per mezzo Suo ed allora Gli chiedo perdono di essermi da Lui allontanata e Gli faccio di nuovo l’offerta di tutta me stessa: “Ti adoro mio Dio con tutto il cuore mio; Tua sempre sarò, Te stesso mi hai dato, me stessa Ti do”. 


Miserere nostri Domine

Miserere nostri.


SESTA STAZIONE: LA VERONICA ASCIUGA IL VOLTO A GESU’


Adoramus te Christe et benedicimus tibi:

Quia per sanctam crucem redemisti mundum.


Dalla consacrazione al Volto Santo di S. Teresa di Gesù Bambino:


Ci sembra i Gesù di sentirti sussurrare: “Apriteli sorelle mie, mie spose dilette, poiché il Mio Volto è coperto di rugiada e i Miei capelli delle stille della notte”. Le anime nostre comprendono il Tuo linguaggio d’amore; noi vogliamo asciugarti il Volto soave e consolarti della dimenticanza dei cattivi. Volto più bello delle rose e dei gigli di primavera, Tu non sei nascosto ai nostri occhi. Le lacrime che velano il Tuo sguardo divino, ci appaiono come diamanti preziosi che vogliamo raccogliere per acquistare con il loro valore infinito le anime dei nostri fratelli. Dalle Tue labbra adorate abbiamo sentito il gemito amoroso. Comprendendo che la sete che ti consuma è sete d’amore, noi vorremmo per dissetarti, possedere un amore infinito! O Volto adorabile, speriamo di ottenere questa grazia! L’unico nostro desiderio è di piacere ai Tuoi occhi divini, nascondendo anche noi i volti, affinché in terra nessuno ci possa riconoscere. Il Tuo sguardo velato: ecco il nostro Cielo, o Gesù!


Dall’Imitazione di Cristo: 


Io sono Colui che ama la purezza, sono Colui che dono ogni santità. Io cerco il cuore puro e ivi è il luogo del mio riposo. Preparami una grande sala con i tappeti e farò la Pasqua in casa tua con i Miei discepoli. Se vuoi che Io venga a te e rimanga in te, togli via il lievito vecchio e rendi monda la dimora del tuo cuore. Non disprezzare questa grazie, ma disponi con ogni diligenza il tuo cuore e fa’ entrare in te il tuo Amato. 


Miserere nostri Domine

Miserere nostri.


SETTIMA STAZIONE: GESU’ CADE LA SECONDA VOLTA


Adoramus te Christe et benedicimus tibi:

Quia per sanctam crucem redemisti mundum.


Su di Lui Dio, ha addossato il nostro castigo, per questo è sfinito dalla sofferenza, percosso dalla giustizia di Dio. Questa è una condanna muta ai nostri lamenti nelle ricadute: “Non c’è niente da fare, non cambierò mai, torno sempre da capo…”. Eppure le cadute sono così utili per uccidere il nostro orgoglio e la fiducia che abbiamo in noi stessi, per renderci pazienti. 

O Madre, i Tuoi occhi così miti e profondi come il mare, vedono cadere Gesù. Il Tuo atteggiamento interiore ci insegna a far silenzio di fronte alla nostra debolezza, di fronte al nostro peccato.

Ammirabile o Madre, è il Tuo amore materno verso ognuna di noi. Mettendo davanti a noi il Tuo Cuore Dolcissimo trafitto da spada acutissima, consideriamo quale orribile mostro sia il nostro peccato, che straziando Tuo Figlio, trapassa con crudele coltello il Tuo amatissimo Cuore. O Maria, aiutami a rialzarmi per ritornare al Tuo Cuore e sentirmi alitare in volto il soffio del Tuo tenero perdono: “ Figlia, perché mi hai fatto questo?”.


Dall’Imitazione di Maria: 


O Vergine, che superi in dolcezza tutte le pure creature, m’insegni a sopportare tutti i miei difetti. Io sono la più infedele delle Tue figlie e Tu mi sopporti con bontà, o Madre del Dio della Pace. Tu, il cui solo nomi ed immagini in me fanno nascere dei sensi di dolcezza, domanda per me quella virtù di dolcezza, quello spirito di pace che mi fa’ meritare il glorioso titolo di figlia di Dio.


Miserere nostri Domine

Miserere nostri.


OTTAVA STAZIONE: GESU’ ESORTA LE PIE DONNE


Adoramus te Christe et benedicimus tibi:

Quia per sanctam crucem redemisti mundum.


Dal Vangelo secondo Luca:

Lo seguiva una grande moltitudine di popolo e di donne, che si battevano il petto e facevano lamenti su di Lui. Ma Gesù, voltandosi verso di loro disse:” Figlie di Gerusalemme, non piangete su di Me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Ecco, verranno giorni nei quali si dirà: “Beate le sterili, i grembi che non hanno generato e i seni che non hanno allattato. Allora cominceranno a dire ai monti: “Cadete su di noi” e alle colline: “ copriteli”. Perché se si tratta così il legno verde, che avverrà del legno secco?”. (Lc 23,27-31)


Gesù, è lacerante per il Tuo amabilissimo Cuore, vedere mescolata a quella folla che t’insulta la Madre Tua. E’ straziante per Te vederla piangere. Per noi ha sopportato le derisioni della folla che la giudicava la Madre di un pazzo. Per noi ogni sacrificio: da quello di lasciare la Sua casa a Nazareth e mescolarsi alle folle per il tumulto di Gerusalemme. Hai sofferto, Gesù, di doverla condurre come un’agnella mansueta al supplizio. Pensiamo a questa Madre che avrebbe dato dieci, cento, mille volte la Sua vita per impediti di portare la croce. Ma il Suo amore per noi palpitava ne Suo Cuore e Lei, Rosa Purissima, si è lasciata sfogliare.


Dalla poesia “La rosa sfogliata”di S. Teresa di Gesù Bambino: 


La rosa sfogliata la si dimentica, la si getta come va il vento… E sfogliandosi la rosa va, senza pretese, donandosi per non essere più. Come lei, felice, io m’abbandono a Te, Gesù.


Miserere nostri Domine

Miserere nostri.


NONA STAZIONE: GESU’ CADE PER LA TERZA VOLTA


Adoramus te Christe et benedicimus tibi:

Quia per sanctam crucem redemisti mundum.


Signore Gesù, è la terza volta che Ti vediamo cadere a terra, sotto la croce. Molte più volte siamo cadute noi vinte dal peccato, ma Tu sai perdonare ancora. I Tuoi occhi ci cercano e riprendiamo a camminare fin sul Calvario. 


Dall’Imitazione di Maria: 


Figlia mia, tu non hai ancora una perfetta fiducia di Me. Qualche volta indugi ad invocarmi nei tuoi bisogni. Io voglio che tu ricorri a Me con tutta la fiducia che ha un figlio nei confronti della Madre sua, della quale conosce la tenerezza e la bontà. Io voglio che tu ricorra a Me in ogni tempo, in ogni luogo,  in ogni tuo bisogno, spirituale, temporale, per l’anima, per il corpo. Non sono Io, figlia mia, il rifugio dei peccatori? Io sono una delle vie più sicure per andare a Gesù. 


Dalla poesia “La rosa sfogliata”: 


Senza rimpianto si cammina sulla rosa sfogliata, i cui petali sono un modesto ornamento senz’arte. Gesù, per amor Tuo ho dato la vita e l’avvenire, ad ogni sguardo mortale, io, rosa per sempre sfiorita debbo morire! Voglio provarti, sfogliandomi, che t’amo con tutto il cuore. Voglio viver quaggiù sotto i Tuoi passi bambini, nel mistero, ma anche vorrei addolcire sul Calvario i Tuoi ultimi passi.    


Miserere nostri Domine

Miserere nostri.


DECIMA STAZIONE: GESU’ VIENE SPOGLIATO DELLE VESTI


Adoramus te Christe et benedicimus tibi:

Quia per sanctam crucem redemisti mundum.


Dal Vangelo secondo Giovanni: 


I soldati, presero le Sue vesti…Così si compiva la scrittura che diceva: Si sono divisi tra loro le Mie vesti e sulla Mia tunica gettano la sorte. (Gv 19,23-24)

Sofferenza atroce delle piaghe che si riaprono; Tu Gesù, Vittima Purissima, rimani muto come un agnello davanti a chi Ti tosa. La Madre Santissima si spoglia come Te; si lascia spogliare dagli insulti e dalle umiliazioni. Si spoglia di tutta la Sua dignità di donna per riparare il nostro orgoglio, i nostri lamenti, le nostre recriminazioni.


O Maria, insegnaci la preziosa virtù del silenzio: nulla desiderare, nulla domandare.


Dall’Imitazione di Cristo:

Figlia, abbandona te stessa e troverai Me. Non escludo nulla, voglio trovarti spoglia di tutto. Altrimenti come sarà possibile che tu sia mia ed Io sia Tuo, se dentro e fuori no ti sarai svestita di ogni tua volontà?Abbandona te stessa, offriti a Me e godrai d’una grande pace interiore. Dà tutto per il Tutto: non cercare nulla, non richiedere nulla. Appoggiati interamente e senza esitazione a Me e Mi possederai. A questo sia rivolto ogni tuo sforzo, cioè di poterti spogliare d’ogni tua propria cosa e seguire nuda, Me nudo; di morire a te stessa e vivere sempre in Me. Allora svaniranno i turbamenti perversi e le preoccupazioni inutili. Appena avrai rinunciato a te stessa, senza volere riattaccarti a te stessa, ti sarà data grazia più grande. 


Miserere nostri Domine

Miserere nostri.


UNDICESIMA STAZIONE: GESU’ INCHIODATO ALLA CROCE


Adoramus te Christe et benedicimus tibi:

Quia per sanctam crucem redemisti mundum.


Dal Vangelo secondo Giovanni:


Essi presero Gesù, lo crocifissero e con Lui altri due, uno da una parte e uno dall’altra, e Gesù in mezzo. Pilato compose anche l’iscrizione e la fece porre sulla croce; vi era scritto:” Gesù il nazareno, il re dei Giudei”. Molti Giudei lessero questa iscrizione, perché il luogo dove Gesù fu crocifisso era vicino alla città; era scritta in ebraico, in latino e in greco. (Gv19,17-20)


Gesù, quello che stanno facendo i Tuoi crocifissori è atroce, ma noi assistiamo a questa scena per comprendere cosa Ti ha fatto fare l’amore per ognuna di noi. Tra i colpi di martello la tua voce mormora: “Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno”. Nei patimenti senti una carezza… è la mano di Maria che laverà, chiuderà, bacerà quelle piaghe con fuoco di purissimo amore. Nel bruciore di sentirti coperto di tante iniquità vedi la Tua Mamma Immacolata.


O Madre, ci mettiamo abbracciate a Te sotto la croce. Aiutaci a mettere a servizio dell’amore tutti i nostri tormenti, le nostre ansie, i nostri dolori, la solitudine, i chiodi fissi delle nostre inquietudini.


Dagli scritti di S. Teresa de Los Andes:


Quello che mi fa amare di più la mia vocazione è vedere la vita della carmelitana simile a quella della Madonna. Ella solo pregò, soffrì e amò. E tutto in silenzio.    


Miserere nostri Domine

Miserere nostri.


DODICESIMA STAZIONE: GESU’ MUORE IN CROCE


Adoramus te Christe et benedicimus tibi:

Quia per sanctam crucem redemisti mundum.


Dal Vangelo secondo Giovanni: 

Gesù allora disse alla Madre: “Donna, ecco Tuo figlio!” Poi disse al discepolo che Egli amava: “Ecco tua Madre!”. E da quell’ ora il discepolo l’accolse con sé. Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, disse: “ Ho sete”. Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. Dopo aver preso l’aceto, Gesù disse: “E’ compiuto!”. E chinato il capo spirò. (Gv19,25-30)


Dall’Imitazione di Maria: 

“Figlia mia, se esposta al disprezzo, ai maltrattamenti, alle sanguinose persecuzioni, le sopporti con rassegnazione, con pazienza, con costanza, Io vedrò in te un immagine meravigliosa di Gesù. E Ti amerò figlia mia,, più ancora di quel che Io t’amo, perché più somiglierai a Gesù, più diverrai una figlia degna di tua Madre” .


Quali dovettero essere i patimenti della Madre del Verbo Incarnato quando Ella lo vide crudelmente flagellato, coronato di spine, reputato più colpevole di Barabba, condannato a morte. Quando sentì il colpo di martello che conficcavano i chiodi nei piedi e nelle mani di quel caro Figlio, quando lo vide elevare in croce. Quando lo vide sulla croce dare l’ultimo respiro, e fu testimone del colpo di lancia… in questi patimenti Maria dimostrò la più eroica pazienza. Non fu udita fare il minimo lamento. Ella imitava sul Calvario il silenzio che Gesù aveva serbato. Sposa di Cristo: ecco il tuo esemplare!


Miserere nostri Domine

Miserere nostri.


TREDICESIMA STAZIONE: GESU’ DEPOSTO TRA LE BRACCIA DELLA MADRE


Adoramus te Christe et benedicimus tibi:

Quia per sanctam crucem redemisti mundum.


Dal Vangelo secondo Giovanni: 

Venuti i soldati da Gesù, vedendo che era già morto, non Gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati con una lancia Gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue ed acqua. Dopo questi fatti, Giuseppe d’Arimatea, chiese a Pilato di prendere il corpo di Gesù. Pilato lo concesse. 


Ai piedi della croce, o Madre nostra, stavi coraggiosamente in piedi, come il Sacerdote all’altare. Ci mettiamo anche noi, Madre amata, sotto la croce con Te. Aiutaci a dire con perfetta sincerità: “Ti amo con tutto il cuore, Gesù!”. Ed ora, ecco, ricevi Tuo Figlio nelle condizioni in cui Te lo abbiamo reso noi: Puoi di nuovo stringere tra le braccia il Bambino nato nella povera stalla: è di nuovo Tuo. Guardi quel corpo freddo e martoriato, piena d’amore, con tenerezza e dolore immenso, Chi può comprendere, o Madre, il dolore del Tuo Cuore Immacolato?Insieme con la nostra sorella S. Teresa di Gesù Bambino Ti diciamo: “Tu davvero ci ami come ci ama Gesù, e per noi consenti di allontanarti da Lui. Amare è dare tutto, anche se stessi e Tu volesti provarlo restando il nostro sostegno. Il Salvatore sapeva i disegni del Tuo Cuore materno, l’immensa Tua tenerezza. Gesù ci lascia a Te, Refugium peccatorum; quando lascia la croce per attenderci in Cielo. Madre, si fa sera. Ma io non temo più lo splendore della Tua gloria suprema, ho sofferto con Te…e voglio ormai cantare sulle Tue ginocchia, o Vergine, perché Ti amo… e ripeter per sempre che sono la Tua creatura!


Miserere nostri Domine

Miserere nostri.


QUATTORDICESIMA STAZIONE: GESU’ NEL SEPOLCRO 


Adoramus te Christe et benedicimus tibi:

Quia per sanctam crucem redemisti mundum.


Dal Vangelo secondo Giovanni: 

Essi presero allora il corpo di Gesù e lo avvolsero con teli, insieme ad aromi. Ora, nel luogo dove era stato crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora posto. Là dunque, poiché era il giorno della Parasceve dei Giudei e dato che il sepolcro era vicino, posero Gesù. (Gv 19,40-42)


Madre nostra cara, chi è l’uomo che non piangerebbe vedendoti in un così grande tormento? Hai visto morire il Tuo dolce Figlio. 

“O Madre, fonte di amore, fa’ che io senta la forza del Tuo dolore, perché possa piangere con Te. Fa’ che il mio cuore arda, amando Cristo mio Dio, sì che io gli possa piacere. O Madre Santa, fa’ Ti prego che le piaghe del Crocifisso siano impresse nel mio cuore. Dividi con me le pene del Tuo Figlio piagato che per me tanto si degnò di patire. Fa’ che io pianga pienamente con Te partecipe ai dolori del Crocifisso, finché avrò vita. Fa’ che dalle pieghe sia ferita, che mi inebri della Croce e del Sangue del Tuo Figlio. O Vergine, sii Tu la mia difesa nel giorno del giudizio”.


Madre Santa, con le parole dello “Stabat Mater”,ci uniamo a Te. Chissà quante volte avrai baciata quella pietra prima di andar via… Silenzio supremo quello del sepolcro: assoluto, totale… Silenzio della natura in lutto, della terra che si apre per accogliere il suo Creatore…Silenzio dell’anima nascosta in Dio con Cristo. Conducici, o Maria, al grande e dolce silenzio dell’unione divina. Che io mi nasconda in Te con Gesù.


Dall’Imitazione di Maria: 

Figlia mia, io mettevo tutto il mio cuore per imitare Gesù. Egli era venuto in questo mondo per insegnare agli uomini, con la Sua dottrina, a fuggire lo splendore, ad essere umili. Figlia mia, ama di startene nascosta, ignorata, dimenticata. Purché tu abbia l’approvazione di Dio, cosa ti importa di quella del mondo?Quando vivevo a Nazareth, Io possedevo Gesù, Io avevo il Suo amore. Egli aveva il Mio. Di che altro si può esser felici? Domanda a Gesù una di quelle luci vive che ha dato ai Suoi Santi e che li ha illuminati sulla felicità di una vita nascosta in Dio con Cristo Gesù.

Intercederò per te figlia mia, ma tu corrispondi alla grazia.


Miserere nostri Domine

Miserere nostri.


PREGHIERA

Signore Gesù, nostro amatissimo Sposo,

abbiamo contemplato la Tua Passione

accanto alla nostra Madre Immacolata, Maria.

Vogliamo, Signore, 

spargere su di Te unguenti di fragrante amore,

serbando e meditando

le parole uscite dal Tuo Cuore Divino:

“Rimanete nel Mio Amore!

Nessuno ha un amore più grande di questo:

dare la sua vita per i propri amici.

Non voi avete scelto Me,

ma Io ho scelto voi

perché andiate e portiate frutto.

Questi vi comando: 

Che vi amiate le une le altre

Come Io ho amato voi”.

Ecco i nostri cuori, Signore, 

che il Tuo Amore

vi regni per sempre!

Amen

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