Santo Rosario carmelitano


Preghiamo con Maria.


Nelle nostre Costituzioni si parla di Maria come “libro nel quale è scritta la regola nostra perché in lei è scritto il Verbo” ( Cost. n. 22 ).Partendo da questa affermazione possiamo fare una lettura mariologica della nostra Regola carmelitana trovando appunto in essa la vita di Maria, così come leggendo i passi della Sacra Scrittura che riguardano Maria, possiamo ritrovare alcuni punti della nostra Regola. Giovanni Baconthorp ha gia fatto questo lavoro prima di noi, nel suo “Tractatus super regulam” e dice “ Professiamo una Regola che in molti punti rispecchia da vicino il modo di vivere che la beata vergine Maria ha cercato di osservare durante la sua vita.” Innanzitutto il Baconthorp sottolinea i tre voti vissuti da Maria: l’obbedienza perché rispose all’angelo “Si compia in me secondo la tua parola e la Regola dice “ciascuno dei fratelli prometta obbedienza al priore “, la rinuncia alla proprietà nella vita comune della prima comunità cristiana descritta negli atti e nella regola si dice appunto “ nessuno dica che qualcosa è di sua proprietà”, la castità in quanto era vergine e la regola dice “ i fianchi devono cingersi con il cingolo della castità”. Nel momento dell’annuncio dell’angelo Maria si trova sola in una stanza e la regola raccomanda “Ciascuno di voi abbia una cella separata”. 

Mangiava in locali comuni a Nazareth o a Cana ne abbiamo l’esempio. Si ritrovava nel tempio a pregare nella zona riservata alle donne, pregava e lavorava, custodiva il silenzio, tutte cose raccomandate nella Regola. Anche in alcuni particolari curiosi come dice la Regola :”potete tenere degli asini o dei muli”, sono stati vissuti da Maria,infatti ebbe come mezzo di trasporto un asino. Parlò can la Parola di Dio nel canto del Magnificat e la Regola prescrive” la parola di Dio abiti in abbondanza sulla vostra bocca e nel vostro cuore”. 

A queste riflessioni del nostro frate carmelitano, vogliamo aggiungere anche le nostre e ciò vogliamo farlo pregando Maria e con Maria attraverso la preghiera del Rosario per conoscerla meglio, per imitarla e per vivere sempre di più la nostra sequela a Cristo secondo la Regola e la spiritualità carmelitana. 

Questo non è solo per noi religiosi carmelitani ma per tutti, infatti proprio la regola stessa ci dice :” I santi Padri hanno stabilito in che modo ognuno – a qualunque stato di vita appartenga o quale che sia la forma di vita religiosa da lui scelta – deve vivere nell’ossequio di Cristo e servire Lui fedelmente con cuore puro e totale dedizione ( Reg. Cap. 2 ). 

Già in questo passo della Regola troviamo due caratteristiche di Maria: la purezza e la fedeltà. “Chi potrà salire il monte del Signore? ….Chi ha mani innocenti e cuore puro” ( Sl. 24 (23), 3 ).


Lasciamoci guidare allora da Maria per salire anche noi la santa montagna che è Cristo Signore ( Cfr. Colletta Messa Santa Maria del Monte Carmelo ) con gioia e fedeltà come Maria.


MISTERI GAUDIOSI.


L’ ANNUNCIAZIONE


“Ecco la serva del Signore avvenga per me secondo la tua parola” ( Lc. 1,38 )

La spada dello Spirito che è la Parola di Dio dimori in tutta la sua ricchezza sulla vostra bocca e nei vostri cuori e tutto quello che dovete fare fatelo nella Parola del Signore. ( Regola 19 )


Da Maria nostra Madre dobbiamo imparare ad allontanare dai nostri cuori tutto ciò che non appartiene a Dio, e aprire questi nostri cuori interamente al nostro Dio, in modo da poter essere ripieni della sua grazia. Beato Tito Brandsma


Nel primo mistero gaudioso contempliamo Maria che medita la legge del Signore, che prega il suo Dio, che cerca la Sua volontà, attenta, docile all’azione dello Spirito. Accoglie la Parola la fa sua, prega con essa, la medita nel cuore per poi viverla nella vita.Maria viene scelta da Dio come dimora per il Suo Figlio, Verbo fatto carne. Anche la vita di Maria come quella di Gesù è Parola di Dio tradotta in vita. A tutto questo Maria ci invita per poter dire con lei :

“Fammi vivere secondo la tua Parola ( Sl. 118 (119),25 )

Padre nostro….10 Ave Maria….Gloria..


LA VISITAZIONE


“In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria salutò Elisabetta….Maria rimase con lei circa tre mesi poi tornò a casa sua”. ( Lc. 1,39-40. 56 )

Abbiate sempre in mente ed osservate nelle opere quello che il Signore dice nel Vangelo: “chiunque tra voi vuol essere più grande sarà vostro servo e chi vuol essere il primo sarà vostro schiavo. ( Reg. 22 )


Con quale pace,con quale raccoglimento Maria si avvicinava ad ogni cosa! La visione ineffabile che contemplava in se stessa non diminuì mai la sua carità esterna. B. Elisabetta della Trinità


Nel secondo mistero gaudioso contempliamo Maria in azione, pronta e sollecita, disponibile verso chi ha bisogno, in questo caso la cugina Elisabetta. I Vangeli non lo dicono ma avrà aiutato tante altre persone con la sua carità operosa. Ha compiuto molti servizi umili e nascosti soprattutto all’ interno della sua famiglia, le occupazioni tipiche delle donne con le fatiche che comportavano soprattutto a quei tempi. Il sacrificio la dedizione con cui avrà compiuto i suoi doveri ci aiuta a compiere i nostri con lo stesso spirito e in tutto questo mai si è gloriata delle opere compiute vantandosene come cosa sua ma attribuendo tutto a Dio. Meditando tutto questo possiamo dire insieme con lei:

“Ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili” ( Lc. 1, 52 )


LA NASCITA DI GESU’


“Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio” ( Lc. 2, 7 )

Potrete avere delle dimore negli eremi o dove vi saranno offerti luoghi adatti e convenienti al vostro modo di vita religiosa secondo quanto sembrerà opportuno al Priore ed ai fratelli. ( Reg. 5 )

Maria non ti avrebbe manifestato loro ( i magi ) se tu con la tua muta voce non glielo avessi fatto noto, perché avrebbe avuto timore che non conoscendoti ti avrebbero disprezzato, vedendoti in un luogo tanto vile e abietto. Santa Maria Maddalena de Pazzi


Nel terzo mistero gaudioso contempliamo Maria che dà alla luce Gesù, il Salvatore del mondo. Questo mistero grandissimo dell’Amore di Dio avviene in un luogo impensabile. Poiché non c’era posto nell’alloggio sappiamo bene che si sono dovuti accontentare della zona riservata agli animali, infatti trovano una mangiatoia dove porre Gesù. Il luogo scelto da Dio è stato sicuramente un po’ scomodo ma Maria ha saputo accontentarsi, l’aveva scelto Dio e quindi a lei andava bene. La povertà vissuta agli estremi l’ha ricolmata di gioia. Chiedendo a Maria di aiutarci a non lamentarci se ci sembra che qualcosa ci manca ma ringraziando Dio per quanto ci dona preghiamo con lei dicendo:


“ Beato chi abita la tua casa, sempre canta le tue lodi”. ( Sl. 84 (83), 5 )


PRESENTAZIONE AL TEMPIO


“Anche a te una spada trafiggerà l’anima” ( L.c. 2, 35 )

“Portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore - come è scritto nella legge del Signore: ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore – e per offrire in sacrificio una coppia di tortore e due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore”. ( Lc. 2, 22-24 )

In ogni circostanza tenete in mano lo scudo della fede,e con esso potrete spegnere tutti i dardi infuocati del maligno. ( Reg. 19 )

Potete tenere degli asini o dei muli, e un qualche allevamento di bestiame o di volatili. ( Reg. 13 )

Meditando la presentazione al tempio, ricordiamo che dalla vita spirituale e religiosa non può mai essere separato il sacrificio. Giovanni Brenninger


Nel quarto mistero gaudioso contempliamo insieme la gioia e l’annuncio di dolore per Maria. Vogliamo soffermarci sull’offerta dei colombi e delle tortore che era l’offerta dei poveri. Questo non solo ci dice la povertà di Maria e del suo Figlio ma ci fa comprendere una povertà ancora più estrema che è quella di riconoscere Gesù come coLui che appartiene a Dio e a Lui va nuovamente offerto senza accampare alcun diritto su di Lui. E’ stata sicuramente un’offerta nella pace della volontà di Dio anche se nella sofferenza dell’ annuncio dell’offerta che il Figlio avrebbe fatto di sé sulla croce. Preghiamo insieme a Maria per tutti coloro che soffrono nel corpo e nello spirito dicendo:

“Il Signore è vicino a chi ha il cuore spezzato. “ ( Sl. 34(33), 19


SMARRIMENTO E RITROVAMENTO DI GESU’ AL TEMPIO


“I suoi genitori si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando ebbe dodici anni vi salirono secondo la consuetudine della festa.” ( Lc. 2,41-42)

“La sua Madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore”. ( Lc. 2,51)


Rimanga ciascuno nella propria cella, o vicino ad essa meditando giorno e notte la legge del Signore e vigilando in preghiera. ( Reg. 10)

L’oratorio costruitelo in mezzo alle celle, se si può fare con una certa comodità, e là vi dovrete riunire ogni giorno, di mattina, per partecipare alla celebrazione eucaristica, quando le circostanze lo permettono. ( Reg. 14)

Mi tuffo rapita nella tua contemplazione e scopro gli abissi di amore del tuo cuore! Il tuo sguardo materno mi insegna a piangere e a gioire. Santa Teresa di Gesù Bambino


Nel quinto mistero gaudioso contempliamo Maria in viaggio verso Gerusalemme per adempiere la legge, ma soprattutto come segno di amore verso Dio. Gerusalemme era il luogo del convenire per il popolo d’Israele, in questo incontro del popolo nel tempio Gesù intende occuparsi delle cose del Padre suo. Maria anche se non capisce ciò che avviene, conserva tutti questi avvenimenti nel suo cuore e li medita. Ci invita così a compiere atti di fede quando non capiamo ciò che il Signore va compiendo nella nostra vita, a trarre forza dal sacramento dell’ Eucaristia, dal nostro incontro con la comunità cristiana e per questo diciamo:

“Verrò all’altare di Dio, a Dio mia gioiosa esultanza “( Sl. 43 (42), 4)

“ Beato l’uomo che si compiace della legge del Signore: la sua legge medita giorno e notte” ( Sl 1,2 )


MISTERI DOLOROSI


L’ORAZIONE E L’AGONIA DI GESU’


“Pregate per non entrare in tentazione…Padre se vuoi,allontana da me questo calice!Tuttavia non sia fatta la mia ma la tua volontà”. ( Lc. 22, 40.42)

Poiché la vita terrena dell’uomo è tempo di tentazione e tutti coloro che vogliono vivere piamente in Cristo vanno soggetti alla persecuzione….adoperatevi per rivestirvi dell’armatura di Dio. ( Reg. 18 )

La gloriosissima vergine Maria è come un fortissimo e inespugnabile castello…a questo castello pertanto dobbiamo ricorrere con tutto il nostro spirito per essere sicuri in questa vita e protetti dalle insidie dei demoni. Michele Aiguani


Nel primo mistero doloroso contempliamo Gesù in agonia nell’orto degli ulivi. Maria sembra non esserci ma si puo’ immaginare facilmente che anche lei si trova nella stessa situazione per ciò che sta per accadere. I sentimenti, gli stati d’animo, la paura e l’angoscia sono gli stessi del Figlio, tutto è vissuto in perfetta comunione con Lui. E’ qui che Maria ci dona il suo segreto per vincere ogni tentazione, persecuzione, sofferenza: Maria la nuova Eva, rivestita dell’armatura di Dio schiaccia la testa all’antico serpente ricordandoci che non siamo soli nell’ora della prova ma con lei e Gesù possiamo vincere le nostre battaglie contro lo spirito del male e per questo ci rivolgiamo a Dio dicendo:

“Con la mia voce grido al Signore….davanti a Lui espongo la mia angoscia. Liberami dai miei persecutori perché sono di me più forti. (Sl. 142 (141),2-3.7)


LA FLAGELLAZIONE DI GESU’

“Dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso. ( Mt. 27. 26 )

Ciascuno perciò pesi le sue parole e ponga freni opportuni alla sua bocca, per non sbagliare e cadere a causa della lingua, e la sua caduta non divenga inguaribile e immortale…si sforzi di osservare con diligenza e con attenzione quel silenzio che educa alla giustizia. ( Reg. 21 )

Così dice San Girolamo che quante ferite erano nel corpo di Cristo, tante piaghe aveva il cuore della Vergine. San Giuseppe di Gesù e Maria


Nel secondo mistero doloroso contempliamo il silenzio di Maria di fronte all’ingiustizia che Gesù sta subendo. Ci insegna il valore prezioso del silenzio per non flagellare il Signore Gesù con le nostre parole inutili, inopportune, offensive, superbe, orgogliose, difensive, arroganti, egocentriche, eccessive, mormoratrici e chi più ne dice più lo sa. Meditando con Maria sulle nostre parole peccaminose che fanno soffrire Gesù e gli altri chiediamo perdono e diciamo:

“Poni, Signore, una custodia alla mia bocca, sorveglia la porta delle mie labbra.” ( Sl. 141(140), 13)

“Sul mio dorso hanno arato gli aratori, hanno fatto lunghi solchi.” ( Sl. 129(128), 3)


LA CORONAZIONE DI SPINE


“Intrecciata una corona di spine gliela posero sul capo . ( Mt. 27, 29 )

E voi tutti, fratelli, onorate umilmente il vostro Priore, guardando più che alla sua persona, a Cristo che lo ha posto sopra di voi e che ai responsabili delle chiese ha detto: Chi ascolta voi ascolta me, chi disprezza voi disprezza me. ( Reg. 23 )

Sebbene la Vergine non fu corporalmente martirizzata, fu però tanto il dolore e le angosce che tormentarono il suo cuore nella passione del suo figlio, che fu più che martire. S. Giuseppe di Gesù e Maria


Nel terzo mistero doloroso contempliamo il dolore di Maria per il disprezzo e la derisione che hanno per Gesù. Il suo cuore è colpito dalla cattiveria e ingratitudine degli uomini che non riconoscono Gesù come il Messia, l’eletto da Dio per la salvezza di tutti. Maria invece lo riconosce oltre che Figlio di Dio, Signore della sua vita che guida i suoi passi. Riteniamo una grazia se per rendere testimonianza a Gesù anche a noi accade di essere derisi o disprezzati e riconosciamolo presente in chi ci guida nella Chiesa e per questo diciamo:

“Hai fato di noi il disprezzo dei nostri vicini, lo scherno e la derisione di chi ci sta intorno.” ( Sl. 44(43), 14


LA SALITA AL CALVARIO


“Lo condussero fuori per crocifiggerlo. Costrinsero a portare la sua croce a un tale che passava”. ( Mc. 16, 21)

“Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua”. ( Mc. 8, 34 )

Ognuno a qualunque stato di vita egli appartenga o quale che sia la forma di vita religiosa da lui scelta dve vivere nell’ossequio di Gesù Cristo e servire lui fedelmente con cuore puro e totale dedizione. ( Reg. 2 )


Al priore ognuno degli altri prometterà obbedienza e si preoccuperà di mantenere la promessacon i fatti, insieme alla castità e alla rinuncia alla proprietà. ( Reg. 4 )

I tre voti si completano e si stimolano a vicenda: non se ne può osservare perfettamente uno, senza osservare insieme anche gli altri. La madre di Dio ci ha preceduto in questo cammino e vuol essere nostra guida. Santa Teresa Benedetta della Croce

Mentre i discepoli fuggono, Giuda tradisce e Pietro rinnega, Maria accompagna Gesù finsotto la croce e lo aita a portare la croce non come Simone di Cirene,ma con la sua offerta silenziosa e la sua preghiera, in modo invisibile e nascosto, con la sua fedeltà e obbedienza alla volontà delPadre, nella castità di un cuore puro straziato ma donato completamente a Dio, nella povertà di uno spogliamento estremo perché privata del bene più grande. Maria ci invitacosì rinnovare la nostra consacrazione battesimale o religiosa a Dio dicendo:

“Adempirò i miei voti al Signore”. ( Sl. 116, 115, 14 )


CROCIFISSIONE E MORTE DI GESU’


“Oggi con me sarai nel Paradiso” ( Lc. 23, 43 )

Se qualcuno avrà cercato di dare di più, il Signore stesso al suo ritorno, lo ricompenserà. ( Reg. 24 )

Dalla Festa dell’esaltazione della Croce alla Domenica di resurrezione, escluse le domeniche, osserverete il digiuno tutti i giorni. ( Reg. 16 )

Tu m’apparisci Maria in vetta al calvario, diritta, presso la croce come un sacerdote all’altare, offrendo, per saziare la giustizia del Padre, il dolce Emmanuele, il tuo diletto Gesù. Santa Teresa di Gesù Bambino

Nel quinto mistero doloroso contempliamo Maria sotto la croce con l’apostolo Giovanni. Poche parole di Gesù e il silenzio di Maria ci dicono il dono della loro vita per per la nostra salvezza. Il distacco da Gesù e il dolore di Maria è il suo digiuno, è l’offerta più grande fatta al Padre dal momento che l’ha chiamata ad essere Madre del Suo Figlio. Unite al dolore di Maria e a quello di tutti coloro che soffrono diciamo con lei:

“Le lacrime sono ilmio pane giorno e notte, mentre mi diconosempre: dov’è il tuo Dio ( SL 42(41), 4)


LA RESURREZIONE DI GESU’

“Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro…..allora si aprirono i loro occhi e lo riconobbero”. ( Lc. 24, 30 )

In maniera tale che possiate mangiare in un refettorio comune quanto vi sarà distribuito, ascoltando insieme la lettura di qualche passo della sacra scrittura. ( Reg. 7 )

Per mangiare e bere Maria stava in locali comuni, come in Nazareth, nella casa dei suoi genitori. In questo lasciò raccomandata la prassi di fare la refezione in comune. Giovanni Baconthorp


Nel primo mistero glorioso contempliamo la gioia di Maria per la resurrezione di Gesù. Non si parla di lei nei racconti del Vangelo, ma possiamo pensare la sua presenza discreta, umile, silenziosa nel cenacolo con i discepoli, o accanto a quelli in viaggio verso Emmaus. I loro occhi come erano incapaci di riconoscere Gesù nel viandante, forse non si sono accorti nemmeno della presenza di Maria. Gesù e Maria sono presenti nelle nostre vicende quotidiane e non ce ne accorgiamo, ma quando si aprono i nostri occhi ci uniamo alla gioia di Maria e diciamo:

“Mi sazierò come a lauto convito, e con voci di gioia ti loderà la mia bocca ( Sl. 62


ASCENSIONE DI GESU’ AL CIELO


“Mentre li benediceva distacco da loro, e veniva portato su, in cielo. Ed essi si prostrarono davanti a lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia, e stavano sempre nel tempio lodando Dio.(Lc. 24, 50 -53 )

“Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli “. ( Mt. 28, 19 )

Coloro che hanno imparato a dire le ore canoniche con quelli che sono chierici,devono dirle secondo le prescrizioni dei santi padri e la consuetudine approvata dalla chiesa. ( Reg. 11 )

Astenetevi dal mangiar carne…..siccome a motivo dei viaggi…. ( Reg. 17 )

Dolce Regina degli angeli, io ascolto il canto sacro che sgorga dal tuo cuore: tu mi insegni a cantare le lodi divine, a gioire in Gesù mio Salvatore. Santa Teresa di Gesù Bambino


Nel secondo mistero glorioso contempliamo maria che ascende con il suo cuore insieme a Gesù, lei rimane ancora sulla terra per terminare la sua missione in terra di accompagnatrice dei primi passi della chiesa nascente. La pensiamo in preghiera che sostiene coloro che partiranno per annunciare il Vangelo in tutto il mondo. Ci uniamo alla gioia e alla lode di maria e degli apostoli dicendo:

“Lodate il nome del Signore, lodatelo, servi del Signore, voi che state nella casa del Signore ( Sl. 135 (134) 1, 2 )


LA DISCESA DELLO SPIRITO SANTO


“Tutti furono colmati di Spirito Santo”.( Atti 2, 4 )

Nelle domeniche, o in altri giorni se necessario, riunitevi per trattare dell’osservanza nella vita comune e del bene spirituale delle persone. (Reg. 15 )

Sembra che lo spirito di maria viva in me e diriga tutte le potenze e operazioni dell’anima, le faccia scaturire e le conduca in tutto ciò che è da fare e da omettere. Beata Maria di S. Teresa Petiijt


Nel terzo mistero glorioso contempliamo Maria insieme ai discepoli che riceve lo Spirito Santo. La pensiamo nel gruppo sollecita e attenta alle necessità materiali e spirituale, che con la forza dello Spirito guida ed istruisce i discepoli con il suo esempio più che con le sue parole. Nella gioia della vita fraterna insieme a lei diciamo:

Ecco come è bello e come è dolce che i fratelli vivano insieme”. ( Sl. 133 (132), 1 )


L’ ASSUNZIONE DI MARIA AL CIELO


“Io porrò inimicizia fra te e la donna, fra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno.” ( Gn. 3, 15 )

Dovete fare qualche lavoro, così che il diavolo vi trovi costantemente occupati e non avvenga che, a motivo della oziosità vostra, egli possa insinuarsi nelle vostre anime. ( Reg. 20 )

L’assunzione di Maria santissima ci ha procurato la grazia dello spargersi della rugiada su tutta l’umanità. Rendendola capace di produrre opere buone, e il dono di rinfrescare il clima, dando cioè sollievo dal calore dei vizi e dall’astuzia del demonio. Michele Aiguani


Nel quarto mistero glorioso contempliamo Maria assunta in cielo. Il suo cuore era già con Gesù, ora lo raggiunge anche con il corpo e l’anima, L’antico avversario, il diavolo è sconfitto definitivamente. Guardando a lei segno di ciò che speriamo di diventare, ci vogliamo impegnare nel nostro cammino spirituale per sconfiggere anche noi ciò che ci allontana da Dio e quando cantiamo vittoria diciamo:

“Io gioisco pienamente nel Signore, la mia anima esulta nel mio Dio”. ( Is. 61, 10 )


MARIA INCORONATA REGINA DEL CIELO E DELLA TERRA


“Un segno grandioso apparve nel cielo: una donna vestita di sole con la luna sotto suoi piedi e, sul suo capo una corona di dodici stelle” ( Ap.

Meritevoli per l’ obbedienza del premio della vita eterna. ( Reg. 23 )

Sì, Maria, tu sei quella porta per la quale noi siamo introdotti alla celeste patria, e perla quale Dio e disceso in terra. Santa Maria Maddalena de’ Pazzi

Nel quinto mistero glorioso contempliamo Maria incoronata Regina. Questo segno grandioso e il desiderio di essere con Gesù e Maria per tutta l’eternità ci aiutino nella vita presente a quell’obbedienza che ci porterà a questo bel premio. In attesa di contemplare il volto di Dio per tutta l’eternità diciamo:

“Figlie di Re fra le tue predilette,alla tua destra la Regina, in ori di Ofir”. ( Sl. 45(44), 10 )


MISTERI DELLA LUCE


IL BATTESIMO DI GESU’ NEL GIORDANO


“Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui.” ( Gv.

Stabiliamo anzitutto, che abbiate uno di voi come priore, il quale venga eletto a questo compito per unanime consenso di tutti o della parte più numerosa e matura. ( Reg. 4 )

Essere obbedienti infatti vuol dire dare ascolto alla parola di un altro per sottomettergli la propria volontà…Di questa sottomissione alla volontà del superiore che ci rappresenta Dio, e all’ ordine cui egli ci ha chiamato, abbiamo il modello in Gesù e Maria. Santa Tersa Benedetta della Croce


Nel primo mistero della luce contempliamo maria nel Battesimo del Signore. Non sappiamo se era presente all’evento, ma ci piace immaginarla discepola che comincia il suo cammino itinerante con Gesù, a volte solo con la preghiera, a volte seguendo proprio le sue orme. Maria rivive il momento dell’Annunciazione quando lo Spirito scende su di lei e così riconosce ancor prima di tutti l’eletto dal Padre e ci invita a riconoscere in chi ci guida l’eletto del Signore accogliendo la sua parola e obbedendo diciamo così:

“Ho esaltato un eletto tra il mio popolo, ho trovato Davide mio servo,con il mio santo olio l’ho consacrato”. ( Sl 89(88), 20-21 )


GESU’ E MARIA ALLE NOZZE DI CANA


“Qualsiasi cosa vi dica, fatela. ( Gv. 2, 5 )

Tutto avvenga secondo il suo volere e la sua decisione ( del priore). ( Reg. 9 )

Così fece la Vergine benedetta alle nozze di Cana in Galilea, allorché, senza formulare alcuna richiesta diretta,si limitò a dire semplicemente: “non hanno vino”. San Giovanni della Croce

Nel secondo mistero della luce contempliamo Maria presente a Cana con Gesù ad un pranzo di nozze durante il quale Gesù si manifesta con primo miracolo. Troviamo qualcuna delle poche parole di Maria scritte nel Vangelo, con le quali siamo esortate a compiere ciò che il Signore ci dice di fare qualsiasi cosa sia, proprio come ha fatto Maria. In questo vediamo la coerenza di Maria tra il suo parlare e il suo agire. Maria ci insegna anche come pregare, senza troppe parole, ma mostrare semplicemente la richiesta di chi è nel bisogno. Con il proposito di imitare Maria diciamo:

“La mia parte è il Signore, ho deciso di osservare le tue parole. ( Sl.119(118), 57 )


L’ APPELLO ALLA CONVERSIONE E LA PROCLAMAZIONE DEL REGNO


“Convertitevi e credete al Vangelo. ( Mc. 1, 15 )

“Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e mentendo diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. ( Mt. 5, 11 )

Rivestitevi della corazza della giustizia, per poter amare il Signore vostro Dio con tutto il cuore, e con tutta la mente e con tutta la forza, eil prossimo vostro come voi stessi ( Reg. 19 )

Avete in questo l’insegnamento e anche l’esempio dell’apostolo san Paolo, per boccadel quale parlava Cristo…seguendo lui non potrete sbagliare. ( Reg. 20 )

Perciò se tu la ami come Madre,imita la sua umiltà, la povertà, l’obbedienza; imitala nella carità verso Dio e verso il prossimo e nelle altre virtù. Michele di Sant’Agostino

Nel terzo mistero della luce contempliamo Maria fra l’elenco dei beati che appartengono al Regno di Dio. Tutti i casi descritti la riguardano, perché lei le ha vissute e riassunte nel comandamento dell’amore di Dio e del prossimo comandato dal suo Figlio e vissuto soprattutto nell’ora della croce. La meditazione di tutto questo ci aiuti nel cammino di conversione a cambiare in noi ciò che ancor a non è come Dio vuole da noi e affidiamo a Lui nella nostra preghiera ogni difficoltà a vivere le beatitudini soprattutto quando ci è chiesto di soffrire e testimoniare per Suo amore. Troviamo forza nella preghiera dicendo con Maria:

“Fammi giustizia, o Dio, difendi la mia causa contro gente spietata”. ( Sl. 43(42), 1 )


LA TRASFIFURAZIONE DI GESU’ SUL MONTE TABOR


“Prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte”. ( Mt. 7, 1 )

Ognuno di voi abbia una propria cella separata. ( Reg. 6 )

Lo spirito essenziale dell’ ordine di nostra Signora del monte Carmelo è senza dubbio la solitudine, il silenzio e la contemplazione. Leone di San Giovanni


Nel quarto mistero della luce contempliamo Maria in preghiera davanti a Gesù trasfigurato. Non c’era con Lui sul monte ma ci piace pensare che lei ha potuto godere di questa visione più volte durante la sua vita, quando si metteva in preghiera o quando si trovava in qualunque momento con il suo Figlio, nella casa a Nazareth o durante la sua itineranza o anche sottola croce stessa, perché il suo cuore puro gli ha permesso di andare oltre ciò che vedeva. Impariamo da lei questo atteggiamento contemplativo in tutte le situazioni della nostra vita e nei confronti dei nostri fratelli, perché possiamo riconoscerlo sempre nella sua veste di gloria e dire con lei:

“Sei rivestito di maestà e di splendore, avvolto di luce come di un manto”. ( Sl. 104(103),1 -2 )


GESU ‘ SI DONA NELL’ EUCARESTIA.


“Questo è il mio corpo,che è dato per voi; fate questo in memoria di me. ( Lc. 22, 19 )

Nessuno dei fratelli dica che qualcosa è di sua proprietà, ma tutte le cose siano tra voi in comune. ( Reg. 12 )

Dio, preso da amore incredibile per tale amabilissima madre,si sia comunicato interamente a lei, riempiendola di se stesso e delle sue divine perfezioni quanto poteva ricevere una pura creatura. Michele di Sant’Agostino


Nel quinto mistero della luce contempliamo Maria che dona il suo bene più prezioso: il figlio Gesù e Lui si dona a tutti noi nel sacramento dell’ Eucaristia da lui istituito offrendo la sua vita e il dono della salvezza. Di fronte a così grande mistero di Amore siamo spinti anche noi ad offrirci a Dio unendoci al sacrificio di Cristo, mettendo in comune con tutta la chiesa il poco che siamo. Uniti a Cristo quel poco si trasformerà in abbondanza di grazia per tanti nostri fratelli e per questo diciamo:

 “Alzerò il calice della salvezza e invocherò il nome del Signore”. ( Sl. 116(115), 13 )

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