Le tradizioni mariane del Carmelo Ss.ma Concezione

La Statio Mariae


Le tradizioni che fanno parte del nostro patrimonio spirituale e sono ancora inserite nell’ordinamento comunitario, sono nate, per la maggior parte, nel contesto storico e “geografico” fin’ora esaminato; col tempo, altre tradizioni comuni ai monasteri dell’Ordine, sono state integrate nei regolamenti e nella nostra storia.  


Lo Scapolare


Allo scapolare che indossiamo si legano, per esempio, tradizioni comuni, ancora vive in molti monasteri. Le monache baciano lo scapolare nel pronunciare la frase “et Verbum caro factum est” durante recita dell’Angelus, come già accennato in precedenza; nel pronunciare la litania “Spes omnium Carmelitarum”; nell’indossarlo la mattina e nel toglierlo la sera.


Baciamo inoltre lo scapolare della priora per ricevere la benedizione di Maria quando usciamo e quando rientriamo in monastero, quando siamo in ritardo in coro e in refettorio e al termine della recita della compieta, dopo il canto dell’antifona mariana.


La Statio Mariæ


La Statio Mariæ, tradizione conservata da tutti i carmelitani, nel nostro specifico caso, si svolge davanti allo stendardo della Mater et Decor Carmeli, come abitudine secolare in segno di particolare ringraziamento a Maria che ha miracolosamente protetto il nostro monastero, come spiegato nel paragrafo in cui sono citate le nostre tradizioni orali.


La liturgia


Il mercoledì e il sabato, in onore della Madonna, cantiamo in gregoriano la S. Messa, abitualmente cantata a voci scoperte in italiano, onorando Maria secondo i vari titoli a lei dati; il sabato è consacrato alla Madre del Carmelo. In questi stessi due giorni, dopo la recita del santo Rosario, cantiamo le litanie, solitamente recitate.


Nei giorni feriali, al termine delle litanie recitiamo l’oremus:


Concede nos famulos tuos, quæsumus, Domine Deus, perpetua mentis et corporis sanitate gaudere: et gloriosa beatæ Mariæ semper Virginis intercessione, a presenti liberari tristizia et æterna perfrui lætitia. Per Christum Dominum nostrum.1


In Avvento recitiamo l’oremus:

Deus, qui de beatæ Mariæ Virginis utero Verbum tuum, Angelo nuntiante, carnem suscipere evoluisti: præsta supplicibus tuis; ut, qui vere eam Genitricem Dei credimus, ejus apud te intercessionibus adjuvemur. Per eundem Christum Dominum nostrum. Amen.


Dalla Natività del Signore alla Presentazione del Signore recitiamo l’oremus:


Deus, qui salutis æternæ, beatæ Mariæ virginitate feconda, humano generi præmia præstitisti: tribune, quæsumus: ut ipsam pro nobis intercedere sentiamus, per quam meruimus Jesum Christum Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in sæcula sæculorum.Amen


Nel tempo pasquale recitiamo l’oremus:


Deus, qui per resurrectionem Filii tui Domini nostri mundum lætificare dignatus est: præsta, quæsumus: ut per ejus Genitricem Virginem Mariam perpetuæ capiamus gaudia vitæ. Per eundem…


Nel mese di ottobre, infine, recitiamo l’oremus del S.Rosario:

Deus, cujus Unigenitus per vitam, mortem et resurrectionem suam nobis salutis æternæ præmia comparavit: concede, quæsumus; ut hæc mysteria sacratissimo beatæ Mariæ Virginia Rosario recolentes, et imitemur quod continent, et quod promittunt, assequamur. Per eundem…


Il mercoledì e il sabato cantiamo l’oremus:


Sancta Maria, Mater Christi, audi rogantes servulos.

Et impetratam nobis cælitus tu defer indulgentiam.

Ora pro nobis, Sancta Dei Genitrix.

Ut digni efficiamur promissionibus Christi.

Domine, exaudi orationem meam.

Et clamor meus ad te veniat.

Deus, qui excellentissimæ Virginia et Ma tris tuæ Mariæ titulo humilem Ordinem tibi electum singuleriter decorasti, et pro defensione ejusdem miracula suscitasti: concede propitius; ut cujus commemorationem devote veneramur, ejus in præsenti auxiliis muniri, et in futuro gaudiis sempiternis perfrui mereamur: Qui vivis et regnas in sæcula sæculorum.

Amen.


In omni tribulatione et angustia succurrat nobis pia Virgo Maria.

Amen.


Alla fine della S. Messa, ogni giorno invochiamo, dopo Sant’Elia e San Giuseppe, Maria, Madre e Decoro del Carmelo.


Ogni mercoledì, eccetto i mercoledì di Avvento, cantiamo l’Ave Stella Mattutina al termine delle lodi.


Il giorno 8 di ogni mese, per onorare Maria Immacolata, cantiamo l’antifona Inviolata al termine delle lodi.

In tutte le celle, l’unica immagine che conserviamo ben visibile è quella della Madonna Bruna.


Tradizioni orali


Alcune tradizioni sono state tramandate oralmente; nei documenti possiamo trovarne brevi accenni che confermano la loro antica pratica. I particolari ci sono noti grazie alla descrizione delle monache anziane che abbiamo conosciuto; il corso dei secoli non ha soffocato lo spirito che animava particolari espressioni d’affetto e devozione per Maria.

La più antica tradizione è legata ad un’immagine della Madonna con Gesù Bambino tra le braccia, inserita in un baldacchino di legno fissato alla grata del coro superiore del monastero.

Si racconta che fu portata da un pellegrino, uno dei tanti che percorrevano la via Francigena e che sostavano brevemente presso il monastero per poi riprendere il cammino verso la meta del pellegrinaggio.

Il proprietario di questo piccolo quadro, pittura su legno, stimata del XVIII secolo, prima di riprendere il viaggio verso Roma, consegnò alle monache la preziosa immagine pregandole di custodirla fino al suo ritorno. Le monache...ancora attendono il suo ritorno!

La tradizione si è arricchita di leggende circa l’identità di questa persona, fino ad ipotizzare che la Madonna avesse voluto dimorare nel Monastero, trasportata da un angelo “pellegrino”, per confermare la sua vicinanza e la sua materna protezione. Ecco un breve commento estratto da un documento: “Ella protegge non solo in vita, ma anche nel punto della morte, poiché come possiamo attestare fino ad oggi, nessuna nostra religiosa è morta senza l’assistenza della santa immagine. Per lodevole ed antica costumanza, dopo che una religiosa inferma ha ricevuto il.sacramento dell'Estrema unzione, oppure anche senza tale sacramento, se il pericolo è improvviso e non vi fosse tempo, si porta la Madonna nella sua cella, e vi si tiene esposta con una lampada accesa, fin tanto che la Religiosa sia passata a miglior vita .Con la materna assistenza di Maria si muore con somma pace, e con la certa speranza di eterna salvezza”. Questa pratica è ancora in uso.


La tradizione più bella e più nota è legata allo stendardo processionale che raffigura Maria in abito carmelitano, affiancata da Sant’Angelo di Sicilia e Sant’Alberto da Trapani; sotto la sua cappa, frati e monache sono inginocchiati in preghiera. Due angeli posti sul lato superiore incoronano Maria, e fanno da cornice a tutta l’immagine. La scritta Mater et Decor Carmeli, ora pro nobis, conclude la parte inferiore e sottolinea l’atto di affidamento a Maria da parte dell'Ordine. L’immagine si avvicina al tipo della Madonna della Misericordia che con le braccia aperte raccoglie sotto il manto i devoti, con la nota originale dei santi che sostengono la cappa mentre Maria ha le mani giunte in preghiera. Lo stendardo era probabilmente portato in processione per le strade del paese, in occasione della solennità della Madonna del Carmine dalle pinzochere e anche dalle prime monache che ancora non osservavano la stretta clausura.

E’stimato del XV secolo, ma la tradizione a cui ci riferiamo è nata tre secoli più tardi, in era napoleonica. Molti istituti di vita religiosa sono stati distrutti o soppressi; tra questi il nostro nel quale le monache sono sempre riuscite a tornare.

Si racconta che in uno degli assalti dei gendarmi francesi al monastero, le monache si sono riunite in preghiera proteggendosi dietro lo stendardo di Maria: tra polvere e spari di baionetta, i gendarmi si sono trovati di fronte all'immagine, avvolta dal fumo, ma ben visibile come immagine sacra. La rabbia e la ferocia ha fatto scagliare ad uno di essi un dardo contro l’immagine di Maria: il dardo si è conficcato sotto le mani giunte della Madonna come se si fosse conficcato in un muro e i gendarmi lo hanno ritenuto tale, non procedendo oltre.

Le monache che in quell'occasione hanno avuto salva la vita, hanno deciso in seguito di incorniciarlo e di tenerlo nel luogo più frequentato del monastero, la sala della ricreazione, a memoria di tale miracoloso fatto. E’ quindi rimasta la bella abitudine di praticare la Statio Mariæ dinanzi a questa immagine ogni sabato sera dopo aver recitato la santa Compieta.

Una piccola cappella affrescata su tre lati situata nel nostro giardino, ci ricorda una tradizione che mette in particolare relazione il nostro monastero con il popolo di Sutri. Si tratta di una processione fatta in onore di Maria in data 8 settembre, festa della sua natività; le monache accompagnavano la processione con preghiere e canti mentre il popolo entrava nel giardino attraverso un passaggio aperto sulle mura di cinta del monastero, portando doni preziosi depositati poi ai piedi dell’immagine di Maria con il Bambino in braccio, un affresco di cui abbiamo fatto una riproduzione. Il nome con cui è ricordata questa immagine è Madonna delle Grazie, ma non ne conosciamo l’origine, né abbiamo alcuna traccia scritta di questa pratica.


Nota iconografica


Tra le immagini che raffigurano Maria non legate ad una particolare tradizione, ma inserite nel contesto storico e cultuale dal quale nascono le tradizioni, citiamo la grande pala posta sopra l’altare che testimonia più direttamente la devozione a Maria Immacolata e che dà il nome alla Chiesa e al Monastero. Maria è rappresentata con la luna sotto i piedi, circondata di luce e da un coro di angeli e onorata da Sant’ Alberto da Trapani, riconoscibile per il caratteristico attributo del giglio, e Sant’Eufrasia, le cui iniziali sono poste nell'angolo inferiore della tela.

La tradizione carmelitana ci presenta spesso la figura di Maria affiancata dai santi Elia ed Eliseo. Nel nostro caso non sono raffigurati nella pala, ma in due tele più piccole poste ai lati del quadro centrale, creando un’intera composizione molto bella, originale caratteristica della spiritualità carmelitana.


NOTE:

1 Antica orazione che si trova già nel 1281 nel rituale della professione, sostituita poi dall’orazione Protege Domine,che si legge nelle costituzioni del 1324. Christopher O’Donnel, Maria, Madre e sorella, p. 41, Roma 2001

Pala della Virgo Purissima
Statua lignea della B. Vergine Maria del Monte Carmelo
Parlatorio piccolo con immagine della Madonna del Carmine
Icona mariana in noviziato
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