Venite ad amare l'amore

Pensieri di S. Maria Maddalena De' Pazzi

I pensieri di S. Maddalena qui riportati, sono tratti dalle opere: I Quaranta giorni, i Colloqui, Rivelazione e Intelligentie, La Probatione, La Renovatione della Chiesa, Ammaestramenti e Avvisi. 


Ella non ha scitto nulla di suo pugno; per obbedienza, secondo la disposizione del suo confessore, raccontava il contenuto delle estasi alla priora della comunità; le consorelle stesse trascrivevano le parole della Santa durante i suoi rapimenti. Maddalena, monaca carmelitana del XVI secolo, dal carattere mite e austero, trascorre la maggior parte della sua vita in preghiera, immersa nel quotidiano comunitario ed ecclesiale, ricevendo dal Signore il dono delle estasi. Nulla poteva distoglierla dai rapimenti se non i richiami dei superiori, mostrando con la sua docilità il grande valore dell’obbedienza. 

Vissuta nel periodo della controriforma, ne fu portavoce, proiettata verso i problemi della vita religiosa e dell’espansione della Chiesa; pregava con amore e faceva penitenza, offrendo la sua vita e il Sangue del suo amato Sposo Gesù per la salvezza delle anime. Le sue caratteristiche estasi la coglievano nei momenti di preghiera personale e corale, soprattutto dopo aver ricevuto l’Eucaristia, e nello svolgere i servizi per la comunità. Quando accadeva, ella rimaneva per ore immobile e assorta in unione profonda all’Amore, lasciando però lo spazio a movimenti espressivi del volto. In altre circostanze le estasi erano accompagnate da una straordinaria gestualità: danze leggere, passi veloci o corse per le scale senza toccare suolo. In estasi svolgeva anche servizi senza segni eclatanti esterni, con molta precisione e forza virile. La testimonianza delle consorelle al processo di beatificazione ha fatto conoscere la sua grande sensibilità e il suo ardente desiderio di vivere unita al Signore al punto che era sufficiente sentir dire una parola di Dio o vedere qualche opera sua ancorché piccola e naturale, perché fosse rapita in estasi. 


Nella dottrina spirituale di S. Maddalena, Dio è contemplato nella sua infinita grandezza, purità e amore di cui la creazione è un eccesso. Il fine dell’uomo è la conoscenza di Dio nel suo mistero trinitario. Il peccato rende la creatura incapace di ricevere i doni di Dio che per la sua infinita misericordia, con la Redenzione la rende capace di Sé. L’umiltà è la virtù che ristabilisce l’unione tra Dio e l’uomo perché è radice dell’amore e apertura alla grazia. Il ritorno dell’uomo a Dio, è quindi concepito come lotta tra l’amor proprio e l’amore divino; la libertà, grandezza dell’uomo, può essere anche la sua sciagura, allontanandolo per sempre dalla fonte della Vita. L’unione con Dio, che richiede una profonda purificazione, è una necessità dell’uomo per essere felice ed è un’ esigenza dell’amore divino che non può veder nulla che non sia uguale a sé. Cristo Verbo incarnato è il centro della sua spiritualità, ma molto spesso Maddalena contempla il mistero della passione del Signore. 


La sua dottrina è quindi cristocentrica e mariana. Ama e venera l’Immacolata Concezione di Maria, Madre spirituale e mediatrice di ogni grazia, specchio della SS.ma Trinità, ripiena di tutte le virtù di cui la più eccelsa è la carità(Cfr. Intr. Scritti di S. M. Maddalena dè Pazzi di P. C. Catena). 


Chi è Santa Maria Maddalena de’ Pazzi. Caterina de’ Pazzi nasce a Firenze il 2 aprile 1566 dalla nobile famiglia di Camillo de’ Pazzi e Maria Buondelmonti. A otto anni entra come educanda nel monastero di San Giovannino dei Cavalieri; a dieci riceve la Prima Comunione e fa voto a Dio di perenne verginità. Tornata in famiglia, fa una breve esperienza presso le Carmelitane di Santa Maria degli Angeli per verificare la sua vocazione e conoscerne la spiritualità nella quale ella trova risposta ai suoi desideri più profondi. Il suo grande amore per l’Eucarestia poteva, in quel monastero, essere coltivato per il permesso che le carmelitane avevano di comunicarsi tutti i giorni. Entra nel Carmelo a sedici anni e veste l’abito carmelitano con il nome di Maria Maddalena. La professione dei voti è anticipata (il 27 maggio 1584, festa della Santissima Trinità) a causa di una grave e misteriosa malattia. Inizia da quel momento un periodo di estasi quotidiane che si protraggono per varie ore dopo aver ricevuto l’Eucarestia. 

Sono i Quaranta Giorni nei quali Maddalena vede e vive il dramma della Passione, riceve le stimmate invisibili e la corona di spine. Guarita poi per l’intercessione della beata Maria Bagnesi, continua ad avere grazie mistiche. La scritta sul cuore: Verbum caro factum est, l’anello che sigilla la sua unione sponsale e mistica con lunghi periodi di prova (quello che lei chiama il lago dei leoni durò cinque anni) offerti per il bene della Chiesa. Le viene chiesto dal Signore di scrivere lettere al Papa e altri presbiteri per un rinnovamento urgente della Chiesa. Nella sua profonda umiltà, con timore sottoponeva tutto ai suoi superiori che la incoraggiavano a realizzare la sua missione. Ha ricoperto l’ufficio di maestra, vicepriora e sacrestana; durante lo svolgimento di quest’ultimo ha vissuto i noti eccessi d’amore che la portavano a suonare le campane per richiamare le anime ad amare l’Amore. 


Nel 1595 chiede al Signore il nudo patire, cosa che le è successo solo dopo nove anni; periodo di sofferenze fisiche e morali che termina con la sua morte il 25 maggio 1607. Il corpo viene riesumato dopo un anno e trovato integro e flessibile. In seguito a miracoli ottenuti con la sua intercessione, il papa Urbano VIII la beatifica l’8 maggio 1626 e nel 1669 il papa Clemente IX la proclama santa (cfr. Santi del Carmelo, a.c. L. Saggi, I.C., Roma 1972).


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L’umiltà spinge il Verbo a unirsi all’anima e, come una calamita, attira Dio in essa per stabilirvi la sua abitazione. L’umiltà è così gradita a Dio, che se nell’anima non ci fosse questa, non gli piacerebbe nessun altra virtù. L’umiltà è di tanto valore presso Dio e di tanta utilità e forza per l’anima che la possiede, che ha il potere di farle riavere la purezza. L’anima umile rende Dio glorioso in sé, attribuendo a Lui ogni onore e gloria. Di conseguenza Dio si compiace con lei e le sta unito di continuo.


La purità è anche disponibilità a Dio, è fecondità, testimonianza e profezia. Nella purità consiste ogni perfezione, perché pura è l’anima umile, che ha lasciato se stessa, che non vuole nulla, non sa nulla e nulla intende; infine pura è l’anima che cerca solo la gloria di Dio e si compiace in essa. Il vostro petto sia fortificato con religiosi pensieri poiché sta scritto: “Il pensiero santo ti custodirà” (Regola Carm).


Felice l’anima che sta unita al Verbo, che si pasce e si nutre di Lui e non trova quiete e non si contenta se non di Lui. Solo il suo amore ci può rendere quieti, perché siamo creati per amarlo e possederlo. Senza la divina Parola, la creatura è come un pesce fuor d’acqua, come un soldato senz’armi, come un cacciatore senza l’uccello da preda. Rimanga ognuno nella propria cella, o vicina ad essa, meditando giorno e notte la legge del Signore e vigilando nella preghiera, a meno che non debba dedicarsi ad altri giustificati impegni (Regola Carm.).


L’obbedienza è il vaglio di tutte le virtù. E’ l’offerta che racchiude tutte le altre, è la virtù che le controlla tutte. E’ la pietra di paragone della santità. Quanto si fa per obbedienza è preghiera. Essa fa l’anima conforme a Gesù che è stato obbediente. Al priore ognuno degli altri prometta obbedienza e si preoccuperà di mantenere la promessa con i fatti, insieme alla castità e alla rinuncia alla proprietà. Onorate umilmente il vostro priore, pensando più che alla sua persona, a Cristo che lo ha posto sopra di voi (Regola Carm.).


Vorrei correre e volare per il mondo intero come un uccello in cerca di anime che amassero l'Amore. (E supplica attaccandosi alle campane del monastero): Venite ad amare l'Amore! Segno di amare Dio di puro amore, è desiderare e cercare sempre di fare la sua volontà. L'anima che ama è pura e ogni sua gloria è nel Crocifisso. Rivestitevi della corazza della giustizia per poter amare il Signore vostro Dio con tutto il cuore e con tutta la mente e con tutte le forze e il prossimo vostro come voi stessi (Regola Carm.).


Nell’Eucarestia l’anima si unisce completamente a Dio, ed essendo Dio in lei e lei in Dio. Egli la santifica con l’unione che fa con lei, mentre è in Lui. Questo è il tempo più opportuno per trattare con Dio. Mi sento più obbligata a te, perché mi hai lasciato te stesso nell’Eucarestia, che per avermi creata…. Non ti sei accontentato di vivere con noi trentatré anni, ma ci hai voluto lasciare il tuo Corpo e Sangue, perché potessimo stare sempre nel tuo petto e tu nel nostro, per trasformarci, per deificarci, per unirci a te. O colloquio d’amore fa l’anima stando nel petto tuo e tu nel suo!


Lo Spirito Santo rinnova l’anima che trova ben disposta e la conduce alla conoscenza di Dio. Per quanto l’anima faccia, può penetrare la conoscenza di Dio solo chi ha ricevuto questo dono. Ma cos’è che priva di Dio e del suo Santo Spirito? Il perverso amor proprio. La spada dello Spirito cioè la Parola di Dio, dimori in tutta la sua ricchezza sulla vostra bocca e nel vostro cuore. E tutto quello che dovete fare, fatelo nella Parola del Signore (Regola Carm.).


Maria è sempre pronta a purificare i nostri cuori, ma dobbiamo prenderla come modello e chiedere il suo intervento con amoroso affetto, con intenso desiderio e con profonda umiltà. Maria è il simbolo di chi vuol seguire Cristo ed è Lei che svela alle anime l’amore del Figlio; imitando lei la creatura potrà vedere Dio. Molte volte e in diversi modi i santi Padri hanno stabilito come ognuno – a qualunque stato di vita appartenga o quale che sia la forma di vita religiosa scelta – deve vivere nell’ossequio di Gesù Cristo e servire Lui fedelmente con cuore puro e totale dedizione (Regola Carm.).


Uniamo le nostre azioni a quelle del Verbo incarnato, perché le nostre azioni da se stesse sono vile piombo, ma unite a quelle di Gesù diventano oro purissimo. La nostra vita sia un vivo e parlante esempio. Mirate soprattutto alla perfezione interiore. Dovete fare qualche lavoro così che il diavolo vi trovi costantemente occupati, e non avvenga che a motivo della vostra oziosità, egli possa insinuarsi nelle vostre anime (Regola Carm.).


L’anima si fa grande con la grazia che è un bene della Chiesa, e sulla Chiesa deve riversare i guadagni fatti col tesoro da lei avuto. Lavorate per condurre anime a Dio e non pensate alla fatica, ma al premio grande che vi aspetta. Perciò correte per la via della carità, perché le anime si conducono a Dio solo per amore e con amore. (Cristo) ai responsabili delle Chiede ha detto: “Chi ascolta voi, ascolta me, chi disprezza voi, disprezza me” (Regola carm.).


Dio ci ha creati tutti per amore. Guardando in se stessi, Dio vide l’Amore e si mosse a creare l’uomo, perché partecipasse a questo Amore, sicchè viviamo d’amore, per amore e con amore, perché alla fine possiamo godere di questo amore che è Dio. Ponete sul capo l’elmo della salvezza, affinché attendiate salvezza dall’unico Salvatore: sarà Lui a salvare il popolo dai suoi peccati (Regola Carm.).


La carità, questa gemma preziosa che conosce il segreto di cambiare la terra in un’anticamera del Cielo, deve particolarmente stare a cuore a tutti. Abbracciate tutto il mondo in vincolo d’amore, amando sempre tutte le creature per carità pura, cioè senza il minimo attacco e affetto disordinato, ma solo perché Dio le ama e vuole che voi le amiate. Stimate perso il giorno in cui non avete fatto qualche carità al prossimo. Tutto sia in comune tra voi. Riunitevi per trattare dell’osservanza comune e del bene spirituale delle persone (Regola carm.).


Se desideri approfondire questo tema sulla spiritualità di S. Maria Maddalena De' Pazzi, porci domande o avere un confronto di idee e riflessioni, scrivici all'e-mail: carmelo.s.concezione@gmail.com

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