RIFLESSIONI PER IL MESE DI GIUGNO 2015

S. Teresa nascosta con Cristo in Dio


Introduzione

Il Tempo Pasquale ci ha permesso di godere della presenza di Gesù Risorto con sentimenti di gioia e di gratitudine, pronti a ricevere i doni attraverso lo Spirito del Figlio che ha redento l'umanità.

La presenza di Gesù tra noi ora si trasforma, si pone su un livello di maggiore crescita nelle fede, perchè ci è richiesto di cercare e trovare Dio non più nelle sole e tangibili sembianze umane che Dio ci ha mostrato, ma di vederlo con gli occhi dell'anima nell'Eucarestia, quale “Corpo e Sangue Sacratissimi” di unione con Dio e con i fratelli.

Santa Teresa può aiutarci a comprendere meglio quanto l'incontro con Gesù nell'Eucarestia non mortifichi l'incontro ed il contatto con l'uomo-Dio, ma piuttosto lo elevi ad uno stato di maturazione spirituale che fa progressivamente decadere ogni desiderio di cercarLo in esperienze umane limitate e mondane.

Per questo S. Teresa, secondo l'accezione paolina, ha scelto di “nascondersi con Cristo in Dio”, in quanto ella ha compreso qual era l'unica esperienza necessaria di incontro con Gesù nell'Eucarestia preparato dall'orazione nella comunione fraterna.

L'Eucarestia, quindi, diventa il “pasto” a cui ogni cristiano è liberamente invitato e a cui può partecipare consapevole di accettare la morte di Gesù per suo amore, per poi riconoscere di aver ricevuto una nuova vita da Dio nel Battesimo.

Solo nella consapevolezza di sapersi amati e salvati da Gesù si potrà sperimentare il desiderio di rimanere uniti esclusivamente al Signore della Vita, a Colui che ha cambiato un'esistenza umana effimera in donazione costante e gratuita di sè per amore di Dio.


In ascolto della Parola

Gv 15, 1-7

«Io sono la vera vite e il Padre mio è il vignaiuolo.Ogni tralcio che in me non dà frutto, lo toglie via; e ogni tralcio che dà frutto, lo pota affinché ne dia di più.Voi siete già puri a causa della parola che vi ho annunciata.Dimorate in me, e io dimorerò in voi. Come il tralcio non può da sé dare frutto se non rimane nella vite, così neppure voi, se non dimorate in me.Io sono la vite, voi siete i tralci. Colui che dimora in me e nel quale io dimoro, porta molto frutto; perché senza di me non potete fare nulla.Se uno non dimora in me, è gettato via come il tralcio, e si secca; questi tralci si raccolgono, si gettano nel fuoco e si bruciano.Se dimorate in me e le mie parole dimorano in voi, domandate quello che volete e vi sarà fatto.

Gv 6, 53-58

Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita.Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno.Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui.Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me.Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».

Commento

Gesù ci viene presentato dall'evangelista Giovanni con l'immagine della vite e del pane. E' Gesù stesso a definirsi tale per spiegare anticipatamente il senso della sua passione, morte e resurrezione. Il pane e il vino, che diventano il Suo corpo e il Suo sangue, sono stati nutrimento per l'anima di santa Teresa che ha alimentato così la sua vita di unione con Dio. Possiamo anche dire che la sua è stata una vita eucaristica, una continua offerta di tutta se stessa unita al sacrificio di Cristo. Chiediamo che cresca in noi la consapevolezza del grande dono che riceviamo ogni volta che riceviamo il Corpo e Sangue di Cristo per esprimerlo in una vita eucaristica donata a Dio e ai fratelli.

DALLE OPERE DI SANTA TERESA DI GESU'

Dalla Vita

Cap. 39, 22 - 23

22. Talora sono presa da una così viva ansia di comunicarmi, che non so come descriverla. Avvenne una mattina che piovesse tanto da non farmi ritenere possibile uscire di casa. Ma, una volta uscita, l’impeto di quel desiderio mi travolse a tal punto che, anche se mi avessero puntato lance al petto, non mi sarei fermata, tanto meno poteva trattenermi un po’ d’acqua! Giunta in chiesa, fui presa da un gran rapimento. Mi parve di vedere aprirsi il cielo, e non per un semplice varco, come altre volte.

[...]

23. Mi comunicai, ascoltai la Messa, e non so come potei ascoltarla. […] Fu grande, quindi, la mia meraviglia quando, al battere dell’orologio, mi accorsi d’essere rimasta due ore in quel rapimento e in quella gloria. Ero, poi, stupita del fatto che, avvicinandosi questo fuoco di vero amore di Dio, che sembra venire dall’alto (infatti, per quanto lo desideri, lo cerchi e mi consumi per averlo, se non è per volere di Dio, come ho detto altre volte, non posso far nulla per ottenerne nemmeno una scintilla), par quasi che esso estingua nel vecchio uomo i difetti, la tiepidezza e le miserie e, al modo della fenice che – a quanto ho letto – rinasce diversa dalla stessa cenere dopo che il fuoco l’ha bruciata, così si trasforma l’anima in questo fuoco, uscendone con nuovi desideri e con grande forza. Non sembra più quella di prima, ma sembra che cominci con rinnovata purezza a percorrere il cammino del Signore. Mentre pregavo Sua Maestà che fosse così anche per me, e che potessi ritornare a servirlo con nuovo ardore, mi disse: «Hai fatto un bel paragone; bada di non dimenticarlo, per cercare di migliorarti sempre più».

Commento

Santa Teresa ci vuole comunicare quanto sia grande il desiderio di Gesù di unirsi intimamente con l'anima per fonderla e trasformarla in un fuoco d'amore con Lui. Cibarsi dell'Eucaristia è nutrirsi del Suo Sacratissimo Cuore, del Suo amore divino che colma ogni nostro vuoto e ci purifica.

Maria, nostra Madre, fu il primo tabernacolo di Gesù e anche noi come Lei siamo chiamati a portarlo dentro prolungando quanto più possiamo la divina presenza d'Amore viva in noi, per penetrare e vivere degli stessi sentimenti di Cristo come fece Lei in ogni istante della Sua vita terrena ed essere immagine di Gesù, affinchè possiamo vivere di carità vera ed operosa e dire: “Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me” (Gal 2,20).

Dal Cammino di perfezione

Cap. 34


2 […] Fra tutti i mezzi di cui l’anima vorrà usufruire per alimentarsi, solo nel santissimo Sacramento troverà piacere e consolazione. Non ci sono privazioni né sofferenze né persecuzioni che non sia facile superare dopo aver preso ad amare quelle del Salvatore.

3. Unitevi, figlie mie, a questo nostro Signore per chiedere al Padre che vi lasci «oggi» il vostro Sposo, e che non dobbiate vedervi senza di lui in questo mondo; che basti a temperare una gioia così grande il fatto di vederlo trasfigurato sotto le apparenze del pane e del vino, il che è un gran tormento per chi non ha altro da amare né altra consolazione. Supplicatelo che almeno non vi manchi mai e vi disponga a riceverlo degnamente.

12. Appena dunque avete ricevuto nell’ostia il Signore, poiché vi trovate in presenza della sua persona, cercate di chiudere gli occhi del corpo e di aprire quelli dell’anima: fissateli in fondo al vostro cuore. Vi dico, torno a ripetervi, e vorrei dirvelo molte volte ancora che, se prendete l’abitudine di fare questo ogni volta che ricevete la comunione, e se cercate di avere la coscienza talmente pura da poter godere con frequenza di questo Bene, egli non si presenterà mai così trasfigurato che – come ho detto – non ci sia possibilità di riconoscerlo, in proporzione del desiderio che abbiamo di vederlo. Potrete anche desiderarlo con un ardore tale da spingerlo a manifestarsi completamente.


Commento

Santa Teresa ci invita ad accostarci al Santissimo Sacramento per contemplare la Sacratissima umanità di Gesù per mezzo della sola fede. Gesù, dunque nascosto nelle specie del pane e del vino può essere incontrato intimamente nell'Eucaristia ogni qual volta si sia disposti a purificare il proprio cuore e la propria mente ed aprire la propria anima al desiderio ardente di unirsi a Lui. Il pane di vita è per Santa Teresa medicina per ogni infermità umana e spirituale che consente di affrontare ogni prova e tribolazione con pieno affidamento a Colui che aiuta a portare il Suo giogo d'amore.


Dal libro delle Fondazioni

Cap. 18, 5

5. Per quel che ora ricordo, non ho mai rinunciato ad una fondazione nel timore della sofferenza, anche se ero assai restia ad affrontare viaggi, specialmente lunghi. Ma appena mi mettevo in cammino, la fatica mi sembrava poca, pensando chi fosse colui a servizio del quale si faceva il viaggio e considerando che nella nuova casa si sarebbe lodato il Signore e vi sarebbe stato riposto il santissimo Sacramento. È infatti di una particolare consolazione per me vedere una chiesa di più [...]. Non so quali tribolazioni, per grandi che siano, si debbano temere quando a prezzo di esse si procura tanto bene alla cristianità. Se anche molti non tengono presente che Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo, si trova in tanti luoghi nel santissimo Sacramento, ciò non toglie che tale verità dovrebbe essere per noi motivo di gran conforto.

Commento

Santa Teresa esprime la sua consolazione ogni qual volta il Santissimo Sacramento trova dimora in una nuova chiesa, perchè lì può essere lodato da coloro che lo amano.

L'umanità di Cristo trasformata nelle specie eucaristiche è per Teresa motivazione molto forte per alimentare il suo spirito missionario a servizio del Regno di Dio, quindi si mostra disposta a sopportare sofferenze e tribolazioni per il Suo Signore.

Questo coraggio è esempio di amore e fortezza fondata sulla certezza di essere amati da Gesù e che Lui è il primo a voler incontrare le sue creature in un abbraccio spirituale che li renda un solo Corpo ed un solo Spirito, un'unica Carne ed unico Sangue. Il cuore dell'uomo è, dunque, il nuovo “luogo di culto”, il luogo di adorazione di Dio in spirito e verità, ove poterlo incontrare e lodare con tutte le proprie forze.

DOMANDE


  • Nutro la mia vita di fede e di unione con Dio con una partecipazione attiva, fervorosa, attenta e consapevole all'Eucaristia domenicale? E se possibile anche feriale?

  • Dedico un po' del mio tempo all'Adorazione Eucaristica?

  • Colgo le occasioni che la vita e il quotidiano mi offrono per unire le gioie, le sofferenze, le attività e le preghiere per unirmi al sacrificio di Cristo nella Santa Messa?

PREGHIERA

Salmo 116 (114-115), 12-19


Che cosa renderò al Signore
per tutti i benefici che mi ha fatto?

Alzerò il calice della salvezza
e invocherò il nome del Signore.

Adempirò i miei voti al Signore,
davanti a tutto il suo popolo.

Agli occhi del Signore è preziosa
la morte dei suoi fedeli.

Ti prego, Signore, perché sono tuo servo;
io sono tuo servo, figlio della tua schiava:
tu hai spezzato le mie catene.

A te offrirò un sacrificio di ringraziamento
e invocherò il nome del Signore.

Adempirò i miei voti al Signore
davanti a tutto il suo popolo,

negli atri della casa del Signore,
in mezzo a te, Gerusalemme.

Alleluia.



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