Santi del mese di novembre

B. FRANCESCA D’AMBOISE, RELIGIOSA.

Nacque il 9 maggio 1427, probabilmente in Thouars (Francia). A quindici anni passò sposa a Pietro II, duca di Bretagna, insieme al quale fu incoronata nella cattedrale di Rennes nel 1450. Rimasta vedova nel 1457, non volle le seconde nozze e si orientò anzi verso la vita religiosa. Allo scopo costruì nel 1463 un Carmelo femminile a Bondon, a ciò consigliata dal Beato Giovanni Soreth, priore generale dei Carmelitani. Però il suo ingresso in quel monastero si attuò solo nel 1468. Passò poi nel 1477 al monastero di Nantes, anch’esso sua fondazione. I documenti ce la presentano nell’ufficio di priora di carattere forte, dotata di materna comprensione e di senso psicologico, e si conserva copia delle sagge esortazioni con cui essa alimentava lo spirito delle sue religiose. A lei si deve l’introduzione della Comunione frequente (quotidiana per le malate) e il quarto voto di stretta clausura, anticipando così la legislazione di Pio V. Morì a Nantes il 4 novembre 1485. Il suo testamento furono le parole più volte pronunciate in vita: “Su tutte le cose fate sì che Dio sia sempre il più amato!”. E’ considerata come la fondatrice delle monache carmelitane in Francia.

Nel calendario O. Carm. viene celebrata il 5 novembre in grado di memoria facoltativa.


SAN NUNO ALVARES PEREIRA, RELIGIOSO 

Nato nel 1360, si sposò ed ebbe tre figli. Assertore tenace dell’indipendenza portoghese dal re di Pastiglia, ne vinse i seguaci nella battaglia di Atoleiros nel 1384. Giovanni I, proclamato re di Portogallo, lo scelse come suo connestabile, capo supremo dell’esercito. Fu un “combattente” tutta la vita: le vittorie riportate nel 1385 sui casigliani a Aljubarrota e a Valverde, furono alcune delle più importanti. Uomo assai pio e religioso (si comunicava a Natale, Pasqua e Pentecoste e all’Assunta), fu particolarmente devoto della Madonna, alla quale edificò parecchie chiese. Morta la moglie nel 1387, vestiva l’abito carmelitano in qualità di “donato” nel convento di Lisbona da lui fondato e prese il nome di fra Nonio di S. Maria. Nello stesso convento morì nel 1431, sembra l’1 aprile, dopo essere stato a tutti esempio di preghiera, di penitenza e di devozione verso la Madre celeste. Le gesta del “Santo Connestabile” sono state cantate da L. Camòes nei Lusìadas.

Ben presto si diffuse il culto di quest’eroe nazionale del Portogallo: si effettuavano pellegrinaggi alla sua tomba, avvenivano in suo onore manifestazioni religiose e profane e si celebrava, con culto pubblico ed ecclesiastico, la sua festa in uno dei primi giorni di novembre. Sei anni dopo la sua morte il re di Portogallo, Don Duarte, e suo fratello Don Pedro ottennero da papa Eugenio IV il necessario permesso per far iniziare quanto previsto per il processo di canonizzazione. Don Pedro, fratello del re, compose anche un’orazione in onore del “Santo Connestabile”.

La celebrazione  i San Nuno è posta nel Proprio dell’Ordine Carmelitano al 6 novembre in grado di memoria obbligatoria.


BEATI ANGELO MARIA PRAT HOSTENCH E 16 COMPAGNI, MARTIRI.


Durante la persecuzione religiosa spagnola, che culminò nella guerra civile del 1936-39, in Catalogna furono trucidati 16 religiosi carmelitani e una monaca.

Angelo Maria Prat Hostench, assai stimato per vita interiore e pietà mariana, svolse l’ufficio di superiore in varie case della provincia. Durante la guerra civile, fu scoperto dai miliziani rossi alla stazione di Tarrega, mentre cercava scampo assieme ai religiosi della sua comunità. Furono condotti nella vicina cittadina di Cervera, dove vennero assassinati all’alba del 29 luglio 1936, perché sacerdoti e religiosi. Insieme a Prat erano i padri Eliseo M. Maneus Besalbuch, Anastasio M. Dorca Corominas, Edoardo M. Serrano Buf, i giovani studenti professi semplici Pietro M. Ferrer Marìn, Andrea M. Solè Rovina, Michele M. Soler Sala, Giovanni M. Puigmitija Rubìo, Pier Tommaso M. Prat Colldecarrera, i fratelli laici Eliseo M. Fontdecava Quiroga, da poco professo, Giuseppe M. Escoto Ruiz ed Elia M- Garre Egea, novizi.

Sempre in Catalogna, nella notte del 13 agosto 1936 la monaca carmelitana, sr. Maria del Patrocinio, riuscì a sfuggire all’incendio del suo monastero a Vich. Scoperta dai miliziani, venne fucilata nei pressi della chiesa di S. Martino di Riudeperas, per la difesa della sua verginità. Inoltre, si aggiunsero poi altri religiosi uccisi in odio alla loro fede religiosa, dopo molesti interrogatori e trattamenti inumani. Sono i due fratelli laici Ludovico M. Ayet Canos e Angelo M. Presta Battllè, assassinati a Barcellona il 12 ottobre 1936; p. Fernando M. Llovera Puigsech, ucciso a Montjuich il 22 novembre 1936 e il chierico Eufrosino M. Raga Nadal, suddiacono da soli tre mesi, trucidato il 6 ottobre 1936.

Nel calendario O. Carm. vengono celebrati il 6 novembre in grado di memoria facoltativa.


B. ELISABETTA DELLA TRINITA’, VERGINE OCD.


Al secolo Elisabetta Catez, nacque al campo militare d’Avor (Bourges, Francia) il 18 luglio 1880, dove il padre era ufficiale dell’esercito. A sette anni rimase orfana di padre e scopre la misericordia di Dio nel sacramento della confessione. Di carattere fiero e collerico, la bambina subisce un radicale cambiamento con la prima comunione eucaristica. Ricevette la sua educazione in famiglia da alcune istitutrici private e conseguì il diploma in musica nel conservatorio di Dijon.

Si sentì ben presto orientata al silenzio interiore, che fu poi la preparazione più adatta per lo sviluppo della devozione verso la Trinità vivente dentro di lei. Avvertì ancor giovane la chiamata al Carmelo, ma potè entrare tra le Carmelitane Scalze di Dijon solo a maggiore età raggiunta, il 2 agosto 1901. Emise i voti nel 1903. Passò “alla Luce, all’Amore, alla Vita” della grazia il 9 novembre 1906.

Vera adoratrice in spirito e verità, fra le pene interiori e le malattie corporali, visse “a lode e gloria” della Trinità presente nell’anima, e la sua missione nella Chiesa. Sr. Elisabetta della Trinità rappresenta uno dei vertici della spiritualità moderna che riscopre la Parola di Dio e imposta l’esistenza del battezzato sul mistero della grazia e quindi della partecipazione alla vita intima di Dio Uno-Trino.

Nel calendario O. Carm. viene celebrata l’8 novembre in grado di memoria facoltativa.


B. MARIA TERESA DI GESU SCRILLI, VERGINE.


Nata a Montevarchi (Arezzo, Italia) il 15 maggio 1825, Maria Scrilli, ancor giovane sente forte l’attrattiva della spiritualità carmelitana e entrata nel monastero fiorentino ove era vissuta S. Maria Maddalena de’ Pazzi da lei ammirata, ne uscì però poco dopo sentendosi chiamata dal Signore “nel mondo per condurre anime a Lui”. L’iscrizione al Terz’Ordine Carmelitano la inserì ancor più nella spiritualità carmelitana e, tornata in famiglia, inizia la sua opera educativa della gioventù affiancata da alcune amiche con cui condivide preghiera e lavoro. Ricevuta nel 1852 la direzione delle Scuole Normali femminili della città, due anni dopo con l’approvazione del Vescovo di Fiesole lei e le sue compagne indossarono l’abito carmelitano, dando inizio all’Istituto di Nostra Signora del Carmelo. Disciolta la comunità per decreto governativo nel 1859, la Scrilli si trasferì a Firenze ove nel 1878 ricompose la comunità con l’approvazione dell’arcivescovo Card. Agostino Bausa. Ammirata per il suo spirito di preghiera e per l’incessante cura delle giovani soprattutto le meno dotate, morì il 14 novembre 1889, assistita da uno sparuto numero di consorelle. Il seme però gettato ben presto porterà frutti abbondanti.

Nel calendario O. Carm. viene celebrata il 13 novembre in grado di memoria facoltativa.


FESTA DI TUTTI I SANTI DEL CARMELO. FESTA.


La festa odierna ebbe origine nell’Ordine del Carmelo in un periodo precedente alle prime richieste di canonizzazioni ufficiali o conferme di culto di Santi dell’Ordine ( da porsi alla fine del sec. XV) e forse in concomitanza al diffondersi dei cataloghi (sec. XIV-XV)) dei Santi dell’Ordine. Menzionata la prima volta in un documento di Innocenzo VIII in data 16 giugno 1492, riceve la sua organizzazione piena e completa solo più tardi, quando nel 1672 si ottiene dalla S. Sede di celebrarla col rito doppio maggiore. Questa concessione fatta al ramo antico dell’Ordine venne partecipata anche dal ramo degli Scalzi nello stesso anno 1672. Elevata a II classe nel 1734, nel 1913 veniva nuovamente ridotta a doppio maggiore, per tornare festa di II classe nel 1928.

Con la riforma nel “Proprio” carmelitano avvenuta con il rinnovamento liturgico dopo il Concilio Vaticano II, viene celebrata col grado di festa da ambedue i rami dell’Ordine.

Questa festa intende sottolineare i temi della gioia, bellezza, speranza e fraternità della famiglia carmelitana e ci sospinge a vivere l’impegno e la speranza come esperienza di Chiesa e di salvezza.

Essa ci invita anche a considerare il legame di famiglia che ci unisce a loro (i nostri antecessori) e ci proietta verso il futuro ( i nostri successori).

Il p. Giovanni Brenninger affermava che “se siamo tenuti ad amare i nostri confratelli, tanto più dovremo amare i nostri Santi…che non cessano di amarci, pur essendo beati in eterno in seno a Dio”.

Questo amore si sviluppa in due atteggiamenti: invocazione ed imitazione: “se dobbiamo invocare i Santi, i Santi nostri debbono avere la precedenza, perché essi sono più degli altri solleciti della nostra salvezza e del bene dell’Ordine nostro”, e “se dobbiamo imitare i Santi, dovremo, in prima linea, seguire l’esempio dei santi dell’Ordine: perché essi si sono santificati ed hanno guadagnato il Cielo, seguendo la medesima nostra Regola e camminando per la stessa strada nostra. Sono essi che con le parole e l’esempio ci hanno insegnato ad essere ripieni dello spirito dell’Ordine e a tradurre in pratica con opere quello che come loro anche noi abbiamo promesso”.

Nel calendario O. Carm. viene celebrata il 14 novembre in grado di festa.


COMMEMORAZIONE DEI DEFUNTI DELL’ORDINE, MEMORIA.


In questo giorno “l’Ordine intero, unito in preghiera, raccomanda alla misericordia di Dio i fratelli e le sorelle defunti (che ancora non sono nella gloria), affinché per intercessione della Vergine Maria, pegno di sicura speranza e di gaudio, li accolga tra i gloriosi cori dei Santi” (Proprio della Liturgia delle Ore dell’Ordine dei Fratelli della B. V. Maria del Monte Carmelo).

L’istituzione della Commemorazione dei defunti dell’Ordine avvenne nel 1680, quando il capitolo generale di quell’anno decretò che: “come nella Chiesa dopo la festa di tutti i Santi si fa la Commemorazione di tutti i fedeli defunti, così nella nostra Religione (Ordine) dopo la festa di tutti i Santi dell’Ordine nostro, cioè il 15 novembre, in tutte le chiese, sia dei frati che delle monache, si celebri la Commemorazione di tutti i Frati e Monache defunti dell’Ordine nostro”.

Nel calendario O. Carm. vengono celebrati il 15 novembre in grado di memoria.


S. RAFFAELE DI SAN GIUSEPPE, (Giuseppe Kalinowski), SACERDOTE OCD.


Raffaele di S. Giuseppe (al secolo Giuseppe Kalinowski) nacque a Vilna da famiglia polacca e morì a Wadovice il 15 novembre 1907. Passò alcuni anni nella vita militare: conseguita la laurea in ingegneria all’Accademia del Genio Militare a Pietroburgo, fu assegnato alla fortezza di Vrest Litowski e promosso capitano di stato maggiore dell’esercito russo. Nel 1863 si unì agli insorti contro il potere zarista di occupazione per l’indipendenza polacca. Arrestato nel marzo 1864, fu condannato a morte, pena poi commutata in dieci anni di lavori forzati in Siberia. Rilasciato libero nel 1874, fu precettore del principe Augusto Czartoryski. Nel 1877 entrò tra i Carmelitani Scalzi e venne ordinato sacerdote nel 1822. Zelò l’unità della Chiesa e fu solerte ministro del sacramento della penitenza e nella direzione delle anime. Devotissimo della Madonna, fece rifiorire il Carmelo Persiano in Polonia.

Nel calendario O. Carm. viene celebrato il 19 novembre in grado in memoria facoltativa.


BEATI DIONISIO DELLA NATIVITA’ E REDENTO DELLA CROCE, MARTIRI.


Pietro Berthelot, nato in Francia nel 1600, era un insigne cosmografo e valente marinaio; dopo aver molto navigato sulle rotte commerciali, venne nominato nel 1629 primo nocchiere della flotta del re di Portogallo e poco dopo cosmografo delle Indie. Nel 1636 entrò a Goa nella riforma degli Scalzi, prendendo il nome di Dionisio della Natività. Per la sua cultura geografica e per la sua conoscenza dei mari, nel 1638 venne invitato presso il re di Aachen, in Sumatra, con la legazione portoghese, insieme ad un confratello converso, Redento della Croce (Thomas Rodriguez da Cunha, portoghese, nato nel 1598). Giunti nell’isola, furono presi, incarcerati e poi martirizzati il 29 novembre 1638.

Nel calendario O. Carm. vengono celebrati il 29 novembre in grado in memoria libera.

Beata Elisabetta delle Trinità
San Nuno Alvaires Pereira
Beata Maria Teresa di Gesù (Scrilli)
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