Santi del mese di luglio

Sant'Elia profeta

B. MARIA DI GESU’ CROCIFISSO, VERGINE.

Nata a Ispica il 30 gennaio 1877, Rosa Curcio si iscrisse nel 1890 al Terz’Ordine Carmelitano e assunse il nome di sr Maria Crocifissa. Attraverso la conoscenza della spiritualità carmelitana e illuminata anche dall’occasione della canonizzazione di S. Teresa di Gesù Bambino nel 1925, comprese i progetti di Dio nei suoi riguardi e a S. Marinella sulla costa laziale diede inizio, insieme al suo direttore spirituale P. Lorenzo van den Eerenbeemt, a una nuova congregazione religiosa, affiliata all?Ordine Carmelitano nello stesso anno 1925 e riconosciuta di diritto diocesano nel 1930 e di diritto pontificio nel 1963. Nel 1947 la Beata aveva la gioia di vedere realizzato il suo desiderio carmelitano e missionario anche fuori d’Italia, con le prime missionarie inviate in Brasile. La Curcio muore il 4 luglio 1957 lasciano un vivo ricordo della sua santità.

Nel calendario O. Carm. viene celebrata il 4 luglio in grado di memoria facoltativa.


B. GIOVANNA SCOPELLI, VERGINE.

Nata a Reggio Emilia nel 1428, visse prima da “mantellata” carmelitana nella sua casa. Morti i genitori si unì ad altre donne costituendo una comunità nel 1480. Nella sua città natale nel 1485 ottenne la casa e la chiesa di S. Bernardo degli Umiliati che trasformò in monastero, detto volgarmente “Le Bianche” e affidato due anni dopo alla Congregazione Mantovana. Ivi esercitò l’ufficio di priora, contando la comunità 20 elementi. Alla Beata, dotata di spiccata pietà mariana (venerò la Vergine con una sua speciale devozione detta la “Camicia della Madonna”, consistente nella recita di 15.000 “Ave Maria”, intercalate da una “Salve Regina” ogni cento, e conclusa da 7 “Ave Maria”, oppure da 7 “O Gloriosa Domina”) e animata da intenso spirito di penitenza, si attribuiscono fatti straordinari. Morì il 9 luglio del 1941. Nel 1797 con la soppressione del monastero e della chiesa delle carmelitane, il suo corpo venne trasferito nella cattedrale di S. Maria Assunta.

Nel calendario O. Carm. viene celebrata il 9 luglio in grado di memoria facoltativa.


S. TERESA DE LOS ANDES, VERGINE OCD.

Giovanna Fernàndez Solar nacque a Santiago del Cile il 13 luglio 1900. Affascinata da Cristo fin dall’adolescenza, entrò nel monastero delle Carmelitane Scalze di “Los Andes” il 7 maggio 1919 e prese il nome di Teresa di Gesù. Morì il 13 aprile dell’anno seguente a diciannove anni di età, dopo aver fatto la professione religiosa prima di completare l’anno di noviziato, in vista del pericolo di morte. E’ il primo fiore di santità della nazione cilena e del Carmelo in America Latina.

Nel calendario O. Carm. viene celebrata il 13 luglio in grado di memoria facoltativa.


COMMEMORAZIONE SOLENNE DELLA BEATA VERGINE MARIA DEL MONTE CARMELO, SOLENNITA’

La Sacra Scrittura esalta la bellezza del Carmelo, dove Elia ha difeso la purezza della fede d’Israele. In quei luoghi, alla fine del XII scolo, ebbe origine l'Ordine carmelitano, sotto il titolo di S. Maria del Carmelo.

La “Commemorazione solenne” di questo titolo agli inizi risulta legata profondamente al mistero della Risurrezione, caratterizzante la liturgia del S. Sepolcro di Gerusalemme, seguita anche dai Carmelitani. Con analogia alla posizione centrale che in detta liturgia assumeva la commemorazione solenne del Risorto, il ricordo quotidiano e al sabato della Vergine Maria, associata all’opera della redenzione, si è andato sviluppando fino a formare una celebrazione propria o patronale che ha sostituito le precedenti celebrazioni patronali (l’Annunciazione già prima del 1300, la Concezione del 1306 e l’Assunzione della seconda metà del sec. XIV).

Infatti, come festa separata, la Commemorazione solenne della Madonna veniva già celebrata nella seconda metà del secolo XIV, soprattutto in Inghilterra (al giorno 17 luglio) e, successivamente in molte province dell’Ordine era celebrata come “la massima festa, imponendosi tra la fine del sec. XV e gli inizi del seguente, il suo giorno al 16 luglio.

Alla fine del secolo XVI la festa risulta praticamente celebrata da tutto l?ordine come festa maggiore o patronale, per ricordare e ringraziare la Vergine Santa dei benefici ricevuti dalla sua intercessione materna. Con il capitolo generale del 1609 viene riconosciuto il carattere ufficiale e patronale di questa festa con il titolo di “Commemoratio Sollemnis B. V. Mariae de Monte Carmelo” e viene estesa anche agli associati delle confraternite e dei terz’ordini.

Tra i motivi che si portano per la sua celebrazione si aggiunge così il collegamento di essa con lo Scapolare e la visione di S. Simone Stock. Quest’ultimo motivo, alla fine prevalse sugli altri, facendo scomparire la visione precedente legata alla liturgia della Risurrezione.

La festa della Madonna del Carmine fuori dell’Ordine inizia già nel secolo XVII a diffondersi spontaneamente in molte località specialmente di Spagna, Italia e Francia.

Dopo la riforma a seguito del Vaticano II, la festa della Madonna del Carmine rimane nel calendario universale della Chiesa come memoria facoltativa.


BEATA TERESA DI S. AGOSTINO E COMPIEGNE, VERGINI E MARTIRI, OCD.

Sono le sedici carmelitane scalze del monastero dell’Incarnazione di Compiègne (Francia). Scoppiato il terrore della rivoluzione francese, si offrirono vittime di espiazione a Dio per impetrare pace alla Chiesa e alla Francia. Arrestate e incatenate esortavano tutti a rimanere saldi nella fede. Condannate a morte per la loro fedeltà a Dio e alla vita consacrata, furono ghigliottinate a Parigi il 17 luglio 1794, dopo aver rinnovato i voti nelle mani della priora Tersa di S. Agostino. Queste insigni religiose furono beatificate da S. Pio X il 27 maggio 1906. Vasta risonanza ebbe la vicenda di queste martiri dopo le opere di G. von le Fort e del Bernanos.

Nel calendario O. Carm. vengono celebrate il 17 luglio in grado di memoria facoltativa.


S. ELIA, PROFETA.

Il profeta Elia appare nella sacra Scrittura come l’uomo che cammina sempre alla presenza di Dio e, infiammato di zelo per il suo culto, ne rivendica i diritti nella sfida con i profeti di Baal sul monte Carmelo e gode sull’Oreb dell’intima esperienza del Dio vivente.

Fin dall’origine nell’Ordine Carmelitano si trova un’ispirazione alla figura del Profeta, che lo si può considerare fondatore ideale. La sua celebrazione liturgica nell’Ordine è però tardiva. Ciò può suscitare meraviglia se si tiene conto che la figura del grande profeta Elia riempie e investe le più antiche tradizioni dell’Ordine. Il motivo, che sembra più esatto, di tale ritardo è che non potendosi introdurre la festa di Elia, ritenuto in quei tempi ancora vivo – egli, secondo la mentalità di allora, morire martire nella lotta contro l’antiCristo -, si pensò di introdurre il discepolo Eliseo, notevole nella Scrittura anche per i legami con i figli dei profeti. Così nel sec. XIV ci si attaccò ad Eliseo, al fine di assicurare un posto liturgico alla “Tradizione profetica “ dell’Ordine.

Nel calendario O. Carm. viene celebrato il 20 luglio in grado di solennità.


B. GIOVANNI SORETH, SACERDOTE.

Nato nel 1394 presso Caen, in Normandia, entrò da giovane nel convento dei carmelitani della sua città. Ordinato sacerdote verso il 1417, divenne maestro in teologia a Parigi nel 1439 e poi fu reggente degli studi. Fu priore provinciale di Francia dal 1540 e priore generale dell’Ordine dal 1451 fino alla morte, avvenuta ad Angers il 25 luglio 1471. In un periodo assai critico per la Chiesa e la stessa società civile, fu instancabile riformatore svolgendo la sua opera per ricondurre l’Ordine alla purezza dell’osservanza. Allo scopo con uno scritto spiegò con grande competenza la Regola e revisionò e pubblicò le Costituzioni nel 1462; visitò province e conventi, presiedendo capitoli e ordinando statuti. Sotto di lui fu ottenuta da Nicolò V nel 1452 la bolla Cum nulla che autorizzava l’istituzione del Second’Ordine, cioè delle monache carmelitane. Propagò con grande zelo i monasteri femminili, valorizzando in questo l’opera della B. Francesca D’Amboise. Inoltre, in forza della suindicata bolla, curò anche il sorgere del Terz’Ordine Carmelitano.

Nel calendario O. Carm. viene celebrato il 24 luglio in grado di memoria obbligatoria.


SANTI GIOACCHINO ED ANNA, GENITORI DELLA BEATA VERGINE MARIA E PROTETTORI DEL NOSTRO ORDINE.

I nomi dei genitori di Maria si conoscono dall’apocrifo Proevangelo di Giacomo (seconda metà del sec. II).

Secondo la tradizione, Sant’Anna nacque a Betlemme e andò sposa a Gioacchino di Nazareth, entrambi della stirpe di Davide. Insieme con il suo sposo, ella coltivò in Maria ogni fiore di virtù e la consacrò fin da bambina al tempio. Morì, pare, in avanzata età. La stessa tradizione informa su S. Gioacchino, ricco proprietario di greggi, il cui matrimonio con Anna non produce figli fino a tarda età. Fatto questo che viene interpretato come un segno della mancata benedizione del cielo e così il sacrificio di Gioacchino viene rifiutato nel tempio. Il ricordo del figlio concesso al patriarca Abramo in tarda età, spinge Gioacchino a ritirarsi nel deserto per un digiuno di quaranta giorni. Da un angelo che gli appare viene a sapere della nascita di sua figlia e si incontra poi con sua moglie alla “Porta Aurea” di Gerusalemme.

Sant’Anna viene invocata come patrona soprattutto dalle madri, dalle vedove, dalle partorienti ed è invocata nei parti difficili e contro la sterilità coniugale. La Santa è invocata anche da altre categorie: orefici e bottegai, minatori, falegnami, carpentieri, ebanisti e tornitori, fabbricanti di scope, tessitori, sarti, fabbricanti e commercianti di tele per la casa e la biancheria. In ogni caso alla base della devozione vi è la contemplazione di un legame tra Sant’Anna e Maria sua figlia, come l’averla custodita quale prezioso tesoro in grembo, l’aver insegnato a lei le varie faccende di casa, a tessere e a cucire. Fin dalla fine nel medioevo è nota l’”acqua di Sant’Anna” benedetta e distribuita contro la febbre e varie malattie, per le partorienti e gli ossessi; mentre in Bratagna era invocata per la raccolta del fieno.

La devozione a San Gioacchino metteva in risalto la sua carità verso i poveri e lo considerava l’uomo giusto che, non ponendo le sue speranze nell’oro e nei beni della terra, aveva meritato di essere coronato di gloria e di maestà essendo eletto a padre di Maria Santissima e nonno di Gesù.

Nel calendario O. Carm.i Santi Gioacchino ed Anna vengono celebrati il 26 luglio in grado di memoria obbligatoria.


BEATO TITO BRANDSMA, SACERDOTE E MARTIRE

Nato a Bolsward (Olanda) il 23 febbraio 1881, entrò da giovane nel 1898, tra i carmelitani a Boxmeer e fu sacerdote nel 1905. A Roma presso la Pontificia Università Gregoriana ottenne la laurea in filosofia nel 1909. Tornato in patria, insegnò in vari licei e fu professore di filosofia e storia della mistica all’Università Cattolica di Nimega, in cui fu anche rettore magnifico nel 1932. Fondò un istituto di mistica dotandolo di 17 mila manoscritti in fotocopia e fu redattore e censore dell’Enciclopedia Cattolica Olandese. Giornalista di professione, nel 1935 fu nominato consulente ecclesiastico dei giornalisti cattolici. Lo stesso anno pubblicò articoli contro la dottrina nazista e anche in difesa degli ebrei.

Anche durante l’occupazione nazista dell’Olanda lottò per la fedeltà al Vangelo, contro il diffondersi dell’ideologia nazionalsocialista e per la libertà della scuola e della stampa cattolica. Per questo venne arrestato il 19 gennaio 1942 e dopo varie carceri fu internato a Dachau, dove il 26 luglio dello stesso anno fu ucciso con un’iniezione all’acido fenico; bruciato nel forno del campo, le sue ceneri vennero gettate insieme a quelle di tanti altri.

La figura del Beato Tito testimonia la forza dello Spirito di Dio che gli fu donato per aver superato con fortezza e carità gli orrori del campo di concentramento nazista e aver donato la sua vita per testimoniare e difendere la libertà della Chiesa attraverso il suo apostolato di giornalista e la dignità dell’uomo, opponendosi decisamente alle false dottrine del nazismo. Egli si pone come modello per la proclamazione del Vangelo e l’annuncio profetico del regno di Cristo nel mondo odierno, facendo scoprire la “presenza misericordiosa di Dio” in ogni evento della vita”.

Nel calendario O. Carm. viene celebrato il 27 luglio in grado di memoria facoltativa.

Beata Giovanna Scopelli
Santa Teresa De Los Andes
Beata Teresa di S. Agostino e Compagne
Beata Maria Crocifissa (Curcio)
Beato Giovanni Soreth
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